- SERBIA
L'aviazione serba fu una delle aeronautiche minori del primo conflitto mondiale. Di scarsa consistenza numerica (11 velivoli e due palloni da osservazione), operò fin dal 13 agosto 1914 essenzialmente in attività di ricognizione, con base nei pressi di Valjevo. Pur essendo in pochi, i piloti serbi svolsero un'azione molto efficace, consentendo alle truppe di terra di acquisire un vantaggio strategico nelle battaglie del Cer e di Kolubara.
Le forze serbe furono integrate il 15 marzo 1915 dall'arrivo della 99eme escadrille francese, equipaggiata con bombardieri/ricognitori Farman MF 11 Shorthorn. La zona di operazioni della nuova forza fu stabilita sul settore occidentale del fronte (da Smederevo a Loznica), mentre i piloti serbi operarono sulla linea Smederevo-Golubac. Il 30 settembre dello stesso anno, piloti serbi abbatterono il loro primo aereo nemico, mentre erano in volo sulla città di Kragujevac.
La superiorità aerea franco-serba continuò fino all'offensiva di terra scagliata da von Mackensen con il supporto di un centinaio di aerei. Pur superati in numero, i piloti franco-serbi riuscirono ad assicurare un costante flusso di informazioni al comando di terra, consentendo l'ordinato ripiegamento dell'esercito verso l'Adriatico. Successivamente, essi assicurarono il mantenimento dei collegamenti tra le unità in ritirata verso Durazzo e Valona.
Il periodo di collaborazione tra le due aeronautiche cessò a fine dicembre 1915, quando i francesi furono richiamati in Patria.