lunedì 19 ottobre 2026

La battaglia di Vittorio Veneto e la fine della Prima guerra mondiale III Parte

 


  1. SITUAZIONE GENERALE

    1. Situazione generale militare

        1. I Quadri – le forze – i mezzi.

            1. Italia

  • i Capi: a seguito degli eventi di Caporetto, il Comando Supremo fu spostato ad Abano ed affidato al Generale Armando Diaz, ritenuto portatore di una più moderna e realistica concezione della guerra. In tale ottica, il Comando subì sia una significativa riorganizzazione dei propri uffici, quali, ad esempio, l’Ufficio Informazioni, sia si prodigò per migliorare la vita di trincea, istituendo una struttura parallela alla gerarchia di comando, i cosiddetti Ufficiali P, che avevano il compito di monitorare il morale delle truppe e rapportare la situazione direttamente al Comando Supremo stesso.

  • gli Stati maggiori: era diffuso nell’Esercito il principio che il lavoro di uno Stato maggiore dovesse rimanere anonimo e che il Comandante ne riassumesse in sé i pregi e le carenze. Il principio trovava una sua ragion d’essere nell’esaltazione della responsabilità del Capo e nell’educazione alla modestia dell’Ufficiale di Stato maggiore.

Il Generale Cadorna ebbe piena libertà nella costituzione ex – novo del Comando Supremo, non esistendo questo in tempo di pace. Di tale libertà non fece buon uso, perché si lasciò dominare dalla visione assolutistica del proprio ruolo di Comandante. Ne derivò che, in battaglia, le Grandi Unità spesso si scindevano in due nuclei: uno, costituito dal Comandante, dal Capo di Stato maggiore e da un ristretto numero di Ufficiali, dislocato in prossimità di osservatori dai quali si potesse seguire a vista l’azione in corso; l’altro, comprendente la gran parte del personale, dislocato presso il Quartier Generale della Grande Unità e collegato con il posto di Comando avanzato.

Un’importante novità fu l’estensione della funzione di collegamento tra gli Stati Maggiori che fu affidata agli Ufficiali degli Stati Maggiori di diverso livello.

Questi operavano quali veri e propri rappresentanti dei rispettivi Comandanti per conto dei quali dovevano osservare e seguire l’azione, informando dello sviluppo il Comando di appartenenza.

  • i Quadri: dopo l’inizio della guerra, furono adottati alcuni provvedimenti per aumentare il tasso di arruolamento che portarono, nel 1917-18, la forza media operante a raggiungere i 2 milioni e 200 mila uomini.

All’inizio della battaglia di Vittorio Veneto, il Regio Esercito contava su 9 Comandi d’Armata, 24 di Corpo d’Armata e 57 Divisioni. Inoltre, operavano all’estero il II Corpo d’Armata in Francia, il XVI in Albania e la 35^ Divisione in Macedonia. Alla guerra presero parte militari di leva appartenenti a ben 27 classi (1874 – 1900), di cui 22 in servizio al momento dell’entrata in guerra e 5 “maturate” nel corso del conflitto (1896 – 1900). Le ultime 5 classi furono chiamate in anticipo rispetto all’età prevista alla legge (20 anni).

La distribuzione regionale presentò squilibri molto rilevanti e le regioni che registrarono il più alto tasso di chiamati alle armi furono, in ordine decrescente, il Veneto, l’Emilia-Romagna, la Toscana, gli Abruzzi, l’Umbria, la Lombardia, le Marche, e la Calabria. Gli Ufficiali dirigenti provenivano essenzialmente dalle varie Accademie e Scuole, mentre quelli di complemento erano reclutati tra la piccola borghesia, principalmente del sud dell’Italia, e venivano inquadrati nelle unità minori e anche nei battaglioni, essendo gli Ufficiali di carriera impegnati nelle funzioni di comando di livello superiore. Degli oltre 146 mila Ufficiali della Milizia Terrestre e di complemento nominati durante la guerra, più del 45% proveniva dai cosiddetti “corsi accelerati”, che inizialmente duravano 2-3 mesi per il complemento e 1 mese e mezzo per quelli di Milizia Terrestre, un altro 30,7% dai corsi svolti in zona di guerra presso i comandi di Corpo d’Armata, mentre il restante 24% fu nominato senza distinzione o concorso tra Ufficiali meritevoli, ex-volontari di un anno, ex-allievi dei Collegi Militari, particolari categorie di professionisti, cittadini meritevoli per cultura, censo e rango sociale.

            1. Austria

  • i Capi: al vertice della piramide di comando dell’Esercito austro-ungarico vi era l’imperatore Carlo I, il quale aveva ricevuto un’approfondita educazione militare, tanto che il suo primo atto dopo l’incoronazione fu quello di rinnovarne i comandanti e di assumerne il comando, fino ad allora mantenuto dal Capo di Stato maggiore, l’arciduca 4Federico.

Tra le figure importanti si annoverano il Generale Artur Arz von 5Straussenburg, Capo di Stato maggiore in carica fino all'armistizio ed il Brigadiere Generale Alfred von Waldstatten, vice Capo di Stato maggiore.

Non vanno dimenticati il Feldmarschall von Conrad, Capo di Stato maggiore dal 1906 al 1916, che guidò le operazioni nella prima fase della 6guerra, ed il Generale Svetozar Boroevic von Bojna, il più alto Ufficiale croato imperiale, che combattè tutte le dodici battaglie dell’Isonzo tanto da meritarsi il titolo onorifico di "Leone dell'Isonzo".

  • gli Stati maggiori: il Generale Arthur Arz von Strassenburg influirà pesantemente nella condotta di lavoro e nell’emanazione degli ordini dello Stato Maggiore. Di buona esperienza militare, ottimo organizzatore, era Ufficiale che mai avrebbe contrariato l’Imperatore, anzi lo accompagnava spesso nei suoi spostamenti dove discuteva di piccoli problemi legati all’esercito. Ciò lasciava di fatto il vice Capo di Stato Maggiore, Brigadiere Generale von Waldstatten, solo nel pianificare ed approvare i piani di battaglia e a diramare gli ordini verso due Feldmarescialli (Conrad e Boroevic) più anziani ed esperti. Negli ultimi anni della Guerra, gli Stati maggiori, in particolare l’Armeeoberkommando dal 1916 fino al 1918, ha dato prova della propria eccessiva burocrazia, di una non oculata gestione dei potenziali delle Armate, di una scarsa pianificazione delle ritirate, ma soprattutto di una condotta dei piani di battaglia frenetica e non rispondente alle esigenze dei comandanti in prima linea.

  • i Quadri: l’Esercito austro-ungarico aveva avuto la fortuna di avere Comandanti che erano stati capaci di trarre gli opportuni insegnamenti dalle passate esperienze belliche negative. Nel 1867, con l’Ausgleich (compenso), gli Austriaci riorganizzarono l’Esercito creando una forza armata separata Ungherese l’Honved, a fianco dell’austriaca Landwehr.

Le ristrutturazioni si susseguirono fino al 1914, a seguito di differenti riforme modernizzatici, ma l’Esercito rimase ancora un’arma ingombrante. La struttura nonostante quanto precede, era conforme al vecchio regolamento del 1899 con sette formazioni militari. All’ingresso in guerra nel 1914, l’Esercito austro-ungarico era piccolo ma ben preparato, supportato da un gran numero di riserve poco addestrate.

Gli alti gradi erano ancora affollati da arciduchi e da membri della famiglia asburgica, ma il titolo nobiliare non era più un requisito fondamentale per il comando. Gli Ufficiali di carriera ricevevano una buona educazione in una delle tante Scuole dell’Impero. In aggiunta vi erano 14 scuole per cadetti che formavano i cosiddetti “alfieri” (che dopo 2 anni di servizio nei reggimenti, venivano promossi Ufficiali).

I tedeschi erano predominanti nei ranghi più bassi degli Ufficiali (plotone, compagnia) ma tale fenomeno va ricondotto ad un aspetto più economico e sociale che un pregiudizio razziale. Nei ranghi più elevati la percentuale si abbassava, fino ad arrivare ad una singola unità nel grado di Feldmaresciallo.

            1. Le forze terrestri.

La guerra rese necessaria l’utilizzo integrale e prolungato di tutte le energie spirituali e materiali delle nazioni belligeranti. La forza mobilitata, già di mole imponente agli inizi del conflitto, raggiunse livelli numerici prima inimmaginabili. All’esigenza del ripianamento delle perdite si sommò quella della costituzione di nuove unità per far fronte al mutato rapporto di forze rispetto a quello iniziale. Degli incorporati, la Fanteria assorbì 2.922.246 uomini, l’Artiglieria 6.116.555, la Cavalleria 76.677, il Genio 217.113, l’Aviazione 23.264 e gli altri Corpi e Servizi il resto. La forza totale alle armi nel luglio del 1918 ammontava a 3.025.000 uomini.

            1. Le forze aeree e navali.

Durante la guerra, gli stabilimenti industriali italiani aumentarono sensibilmente la produzione fino ad arrivare a produrre 6500 apparecchi nel solo 1918. In considerazione dell’aumento del numero di squadriglie, l’Ufficio Servizi Aeronautici del Comando Supremo fu riorganizzato in “Comando Superiore d’Aeronautica”. Con ciò si intese dare una certa autonomia all’aviazione e nel contempo snellire l’impiego del nuovo mezzo che si era oramai affermato quale elemento indispensabile per il prosieguo delle operazioni. L'unità base era la squadriglia di cinque aerei con uno o due mezzi di riserva. Le squadriglie erano inizialmente riunite nel I, II e III Gruppo Squadriglie Aeroplani. A questi si devono aggiungere tre dirigibili, più uno di riserva.

            1. I materiali di armamento e di equipaggiamento, i mezzi tecnici ed i servizi.

Fu la mitragliatrice, resa quasi invulnerabile dalla fortificazione e potenziata dall’ostacolo, a determinare il carattere particolare della guerra. Venne meno anche la mobilità tattica e la fanteria cercò di riacquistarla mediante l’aumento della sua potenza di fuoco e di urto. Da ciò l’esigenza di dotare l’Esercito di armi a tiro teso e a tiro curvo: pistole mitragliatrici, fucili mitragliatori, mitragliatrici alleggerite, cannoncini, bombe da fucile, bombe a mano, lanciafiamme leggeri e pesanti, lanciagas e bombarde.

L’artiglieria dovette ben presto incaricarsi della distruzione dell’ostacolo e della messa fuori combattimento di obiettivi fortemente protetti. L’evoluzione dei materiali mirò ad artiglierie mobili e a tiro rapido per l’appoggio alla fanteria, lunghe, a grande gittata e potenti per la controbatteria, corte, potenti e con sufficiente rapidità di tiro per la distruzione dell’ostacolo.

        1. Le dottrine operative.

La dottrina d’impiego non fu nelle linee generali diversa da quella degli altri eserciti, ma ebbe caratteristiche proprie suggerite dalla diversità morfologica dei terreni e dall’inferiorità quantitativa dei mezzi e delle munizioni. Nei riguardi dell’azione difensiva, di importanza rilevante furono le “Norme per l’azione difensiva”, nelle quali il Generale Diaz riassunse i criteri essenziali della preparazione e della condotta dell’azione difensiva, insistendo in particolare sullo studio e la preparazione del terreno, sulla raccolta e sfruttamento delle notizie sul nemico, sullo scaglionamento in profondità delle truppe e dei mezzi, su modi di svolgimento dell’azione e sulla preparazione materiale e morale che le truppe devono ricevere prima di essere condotte a sostenere l’assalto nemico. Si riaffermò il principio che anche la guerra di posizione è movimento.

Meno lineare fu l’evoluzione della dottrina tattica offensiva. I lineamenti essenziali dell’azione offensiva prevedevano che lo scopo finale fosse la distruzione del nemico, mentre la conquista delle sue posizioni non era fine a sé stessa, ma soltanto un mezzo per costringerlo ad esporsi ai colpi della superiorità morale e materiale dell’attaccante.

Condizione essenziale per l’attacco era la sorpresa. Tale dottrina, che ben presto costituirà la base delle dottrine offensive tra la prima e la seconda guerra mondiale, prevedeva una preparazione dell’artiglierie, un mascheramento dello sforzo principale mediante il ricorso a manovre di inganno e continui spostamenti delle truppe nelle retrovie per disorientare il difensore.

Inoltre, relativamente agli schieramenti di fanteria, si passò da quello per riga a quello per fila più idoneo al movimento e meno vulnerabile.

    1. Avvenimenti e provvedimenti in vista del conflitto

        1. Politici e diplomatici.

Nell’estate del 1918 l’organizzazione di guerra degli Stati Uniti d’America era in Francia al completo di uomini, armi e di servizi, per cui sul fronte occidentale la superiorità delle forze era passata dalla parte dell’Intesa. Gli Stati Uniti erano consci dell’importanza politica e militare del loro intervento. L’Intesa aveva logorato le forze e la volontà bellica degli Imperi Centrali, ma a sua volta era stanca. Inoltre mancava sempre l’unità della direzione politica. Ogni potenza dell’Intesa continuava a perseguire i propri scopi di guerra e di dopoguerra, perciò si facevano due lotte: una in Francia, l’altra in Italia. Altri rilevanti aspetti diplomatici del periodo in esame, furono rappresentati sia dalla proposta, lanciata dagli Austro – ungarici, di sgomberare il Veneto come premessa di un successivo armistizio, sia dalla richiesta formulata dall’Imperatore Carlo al Papa, il 23 ottobre 1918, affinché facesse sospendere l’offensiva italiana.



        1. Economico-finanziari.

La grande mobilitazione richiesta per la guerra non fu solo in termini umani, ma fu anche mobilitazione dell’economia. In tutta Europa, lo Stato vide crescere il proprio ruolo in maniera esponenziale, assumendo dovunque una deriva autoritaria. Anche in Italia la sua presenza divenne "totalizzante" per sostenere lo sforzo bellico.

Nel settore dell’agricoltura, il governo intervenne con calmieri, requisizioni, incoraggiamenti, obblighi di lavoro e di produzione, tesseramenti, minacce di confische. Per accrescere la produzione promise ai contadini somme in denaro proporzionate all’entità dei raccolti e, per tutta la durata della guerra, impose coltivazione di terre e disciplinò la concessione di manodopera militare. Nel settore dell’industria lo Stato intervenne in maniera consistente direttamente nella produzione e nella programmazione di svariate attività.

        1. Di carattere militare.

Nel 1916 era stata mobilitata la classe 1896, l’anno dopo quelle del 1897 e 1898, e la difesa dei mesi di novembre – dicembre aveva assorbito anche la classe dei ragazzi del 1899. Il Generale Diaz si trovò quindi nel 1918 con l’Esercito che non disponeva più dell’intatta classe del ’99 e non voleva chiamare alle armi gli adolescenti del 1900, da tenersi, secondo l’opinione comune, per la decisione finale dell’anno successivo. Si rese però necessario chiamare alle armi anche quest’ultima classe.

Approvato il piano operativo per la battaglia di Vittorio Veneto, le attività preparatorie prevedevano che in poco tempo si radunassero truppe, mezzi e soprattutto materiali nelle zone adiacenti la sponda destra del Piave. Tale attività, oltre a necessitare il ripristino della viabilità delle principali rotabili di afflusso, richiedeva un’attenta valutazione circa i materiali da ponte necessari per l’attraversamento del fiume. Tutti questi lavori erano affidati ad un Ufficio del Genio Militare detto “Direzione di zona”.

        1. Di azione e di guerra psicologica.

Nei periodi precedenti l’evento storico in esame, un progresso grandissimo si attuò nel servizio informazioni, che fino ad allora era stato davvero efficiente solo presso la 1a Armata. Questo impulso derivò anche dalla particolare situazione creatasi con l’occupazione nemica di una zona non indifferente del territorio italiano. Alcuni Ufficiali furono inviati nelle zone occupate ove trovarono ospitalità presso parenti ed amici e riuscirono a raccogliere e fornire notizie importanti di carattere militare. Nell’aprile del 1918 venne inoltre creata una Commissione centrale per la propaganda sul territorio.

    1. Considerazioni riepilogative

        1. Correlazione fra intendimenti e possibilità.

La convinzione che la fine più rapida del conflitto mondiale si sarebbe ottenuta con il mettere fuori causa l’Esercito austriaco, in modo da isolare militarmente la Germania e costringerla alla resa, aveva sempre costituito il fulcro del pensiero del Comando Supremo.

Dopo la grande sconfitta subita nella seconda battaglia del Piave, il Comando Supremo austriaco dimostrò una volontà attiva ed energica per mettere le sue truppe in grado di assumere qualsiasi atteggiamento, offensivo o difensivo. Fino ai primi di settembre le truppe furono mantenute nello stato d’animo offensivo. Solo alla fine di agosto esso cominciò a pensare di predisporre gli animi e le forze alla difensiva.

Oggi, a posteriori, ci sembra che, indipendentemente dalla riluttanza del Governo di Vienna a trattare con l’Italia, il Comando Supremo nemico, in quel momento, avrebbe dovuto insistere sulla necessità immediata della ritirata sulle Alpi. Bastava persuadere il Governo che non occorreva venire a trattative d’armistizio con l’Italia perché, senza trattare con nessuno, l’Austria-Ungheria poteva ritirare le sue armate sulle Alpi, salvando l’Esercito e la dinastia.

La situazione politica e militare sfavorevole per l’Austria-Ungheria sarebbe divenuta ad un tratto propizia, anche di fronte alle pretese del Presidente Wilson. Il Comando Supremo austro-ungarico giudicò con insufficiente pessimismo la situazione politico-militare dell’Impero e con elevato pessimismo la nostra.

        1. Rapporti di potenza fra le Parti contendenti.

Il 24 ottobre 1918, nello scacchiere offensivo (Allegato D, pag. V), le Armate 4a, 12a, 8a e 10a disponevano di 31 Divisioni e 4.955 pezzi contro 26 Divisioni e 2.848 pezzi delle Armate Imperiali, ma, nel settore cruciale di sfondamento, l’8a Armata del Generale Caviglia schierava 14 Divisioni e 2.708 pezzi d’artiglieria contro le 9 Divisioni e gli 835 pezzi d’artiglieria della VI Armata avversaria. Una situazione di forza simile a quella di un anno prima sull’Isonzo, tra Tolmino e Plezzo, ma questa volta a parti invertite.


domenica 20 settembre 2026

La battaglia di Vittorio Veneto e la fine della prima guerra mondiale II Parte


 

  1. I BELLIGERANTI – LE ORIGINI DEL CONFLITTO

    1. I belligeranti

      1. Il territorio.

Gli avvenimenti si svolsero nella zona nord-est del Paese. Le regioni interessate dai combattimenti si identificano con il Veneto, il Trentino Alto Adige ed il Friuli Venezia Giulia. L’area era delimitata a nord dalle Alpi dolomitiche, che costituivano la vera e propria frontiera naturale, e a sud dalla pianura padano-veneta, caratterizzata dalla presenza di fiumi, torrenti e canali, e dal mare Adriatico le cui coste si presentano basse e sabbiose. Il territorio avversario, che coincideva con l’intero Friuli e con parte delle altre due regioni, presentava caratteristiche analoghe. Il regime meteorologico del teatro di operazioni prevede inverni umidi in pianura e freddi al Nord, spesso caratterizzati da precipitazioni a carattere piovoso e nevoso, ed estati calde con elevati tassi di umidità.

      1. La società umana.

La Grande Guerra fu combattuta, da entrambe le parti belligeranti, da un numero impressionante di effettivi. Ciò fu dovuto, principalmente, ad un incredibile “boom demografico” le cui cause sono state sostanzialmente individuate in tre ordini di motivi: gli effetti della rivoluzione industriale di fine ‘800, i processi di urbanizzazione ed i progressi della medicina che avevano contribuito notevolmente ad innalzare la qualità della vita. In particolare, la battaglia di Vittorio Veneto vide schierati circa 912.000 soldati sul fronte italiano e circa 1.070.000 su quello avversario.


      1. La storia.

Il 1918 fu caratterizzato dal fallimento delle grandi offensive tedesche e dal crollo degli Imperi centrali. In realtà, già nell’anno precedente, si erano manifestati profondi segnali di crisi politica, morale e tattica. In Germania, presa nella morsa del blocco navale britannico, la situazione interna era peggiorata rapidamente e l’opposizione delle masse operaie alla guerra aveva provocato grandi scioperi nelle fabbriche di armamenti. Tuttavia, Hindenburg e Ludendorff proseguirono determinati nell’obiettivo di mettere fuori campo Francesi e Inglesi prima che gli effetti dell’intervento statunitense potessero farsi sentire in maniera efficace. In Austria, devastata dalla fame a causa dell’assedio dell’Intesa, la situazione politica ed economica era addirittura peggiore con gravi ripercussioni sull’efficienza materiale e spirituale delle Forze Armate. Nel marzo1917, l’Imperatore Carlo I, succeduto nel novembre 1916 a Francesco Giuseppe, all’insaputa della Germania, aveva tentato invano la stipula di una pace separata. In Italia, il Governo Boselli si era trovato a fronteggiare un serpeggiante spirito di rivolta sfociato, a Torino, in una vera e propria insurrezione repressa nel sangue. La grave situazione che si era creata a livello internazionale aveva indotto il Papa, Benedetto XV, ad avanzare, mediante una “Nota” inviata ai Capi degli Stati in guerra, proposte per una pace di compromesso, ma la sua iniziativa era caduta nel vuoto.

      1. Il potenziale economico.

A differenza dell’Austria, l’Italia visse, nel biennio 1917-18, una fase di forte sviluppo economico ed industriale. La 12a battaglia dell’Isonzo aveva lasciato il Regio Esercito in carenza di armi, munizioni, viveri e vestiti. La situazione di emergenza fece scattare un grande piano nazionale; in pochi mesi venne ricostruito l’intero materiale d’artiglieria perduto nell’ottobre-novembre del 1917 e ripristinati gli equipaggiamenti ed i servizi. Oltre agli stabilimenti militari, tutte le principali industrie nazionali furono coinvolte. Le industrie belliche, che nel 1915 erano 125, raggiunsero il numero di 5700 nel 1918 con 1 milione e 668 mila occupati. Nel corso del conflitto, l’industria degli armamenti produsse 12.000 pezzi di artiglieria, 37.000 mitragliatrici ed oltre 70 milioni di proiettili. Un buon apporto provenne anche dall’industria meccanica che, nel solo 1918, produsse 20.000 automobili, 15.000 motori d’aviazione e 6523 aerei.

      1. Gli ordinamenti civili.

  1. Italia: il primo organo costituzionale dell’ordinamento politico italiano era la Corona, costituita da una sola persona fisica, il Re, organo supremo dello Stato e rappresentante della sua unità. Ad egli spettava il comando di tutte le forze 1militari e la loro organizzazione. In pratica, però, l’effettiva organizzazione delle forze stesse rientrava nelle attribuzioni del Governo da cui dipendeva il Capo di Stato maggiore generale. Il capo del Governo, nel 1918, era Vittorio Emanuele Orlando, il quale aveva sostituito Paolo Boselli all’indomani degli eventi di Caporetto. Durante i mesi precedenti la battaglia di Vittorio Veneto, fu Orlando a prendere parte alle riunioni con gli alleati e ad intrattenere rapporti frequenti con il Comando Supremo.

  2. Austria: l’Impero austro-ungarico era retto dall’Imperatore Carlo I, insediatosi dopo l’assassinio del suo predecessore, l’Arciduca Francesco Ferdinando, avvenuto il 28 giugno 1914. Per fronteggiare un forte e sempre più minaccioso malcontento popolare sul fronte interno, intraprese varie iniziative tra cui, il 23 giugno 1917, quella di concedere un’amnistia generale che comprendeva anche i reati di alto tradimento.

      1. Le Istituzioni militari.

  1. Italia: Comandante Supremo, come detto, era il Re che delegava, in tempo di pace, il Comando dell’Esercito al Ministro della Guerra, membro del Governo e suprema autorità gerarchica per i militari, che si avvaleva della consulenza tecnica del Capo di Stato maggiore dell’Esercito. Dal 1870 al 1914, il Regio Esercito venne profondamente trasformato e potenziato con successivi provvedimenti ordinativi, tanto da poter contare, all’inizio della guerra, di circa 875.000 uomini. Nel corso del conflitto, furono mobilitati, complessivamente, circa 5.900.000 uomini: nell’Esercito operante, circa 4.200.000; nel territorio, circa 840.000; per le industrie, circa 860.000. Una menzione particolare meritano le forze aeronautiche che, all’inizio della guerra, facevano parte dell’Esercito e della Marina ed operavano alle dipendenze del Ministero della Guerra e di quello della Marina. Le esigenze della guerra accrebbero di molto il numero e l’efficienza delle forze tanto che Diaz decise di istituire un Comando Superiore dell’Aeronautica.

  2. Austria: l’Esercito austro-ungarico, nonostante appartenesse ad una delle più grandi potenze europee dell’epoca, non era molto grande. Secondo il regolamento del 1899 nelle Forze Armate c’erano sette formazioni militari: l’Esercito regolare, chiamato “comune”, le forze di “seconda linea” (la regia “Landwehr” e la reale ungherese “Honved”), le forze di “terza linea”, costituite dagli uomini delle classi più anziani (la regia Landsturm) e la cosiddetta “Ersatzreserve” che costituiva “manodopera” poco addestrata di riserva per l’Esercito comune e la Landwehr.

    1. Le origini del conflitto

        1. Gli antefatti.

Dopo i risultati favorevoli conseguiti nel corso dell’11a battaglia dell’Isonzo (o della Bainsizza, svoltasi dal 17 agosto al 15 settembre), le truppe austro-ungariche si erano rapidamente riorganizzate in vista di una battaglia di rottura che, attraverso un’infiltrazione profonda, avrebbe consentito loro di penetrare nel territorio del nord-est (Allegato C, pag. IV). L’offensiva, che prese il nome di 12a battaglia dell’Isonzo (o battaglia di Caporetto), iniziò il 24 ottobre 1917 e fu condotta dalla 14a Armata al comando del Generale Otto von Below. Le forze destinate alla rottura del fronte ed alla penetrazione furono articolate in quattro gruppi.

2Avviate le operazioni con un’intensa preparazione di artiglieria, gli Austro-ungarici conquistarono rapidamente Plezzo e Tolmino, località che erano state indicate come il settore di minore resistenza. Il successo dell’operazione fu dovuto anche all’abbandono dello schema statico, tipico della guerra di trincea e di logoramento, a favore di un nuovo concetto offensivo basato sulla rapidità di manovra e sulla sorpresa. Occupata Caporetto ed impadronitosi delle testate delle valli, l’avversario dilagò rapidamente verso il piano, fino a Cividale, Udine ed al Tagliamento. L’aggravarsi della situazione sulla sinistra del fiume costrinse il Generale Cadorna ad ordinare il ripiegamento verso il Piave che si concluse il 9 novembre, giorno in cui il Generale Cadorna cedette il comando al Generale Armando Diaz. La sostituzione era stata preceduta da una crisi istituzionale che aveva causato la caduta del Governo Boselli (26 ottobre) e l’insediamento di un Gabinetto presieduto da Vittorio Emanuele Orlando.

Gli eserciti contrapposti si riorganizzarono rapidamente in vista di una nuova offensiva. L’altopiano di Asiago, grazie al limitato spessore della zona montana, fu prescelto dal Generale Conrad per la battaglia decisiva che, qualora vinta, gli avrebbe consentito di marciare su Vicenza e Bassano e raggiungere l’Adige o addirittura la linea Mincio-Po.

La battaglia di Arresto (o prima battaglia del Piave) si combatté sulla linea difensiva Monte Grappa - Montello - mare. Le operazioni si svolsero in due periodi (dal 10 al 26 novembre e dal 4 al 26 dicembre 1917) durante i quali i tentativi di sfondare il fronte, condotti dalle truppe del Generale Josef Krautwald, furono vani. Da questo momento in poi, l’attività del Regio Esercito si concentrò sul rafforzamento e l’organizzazione della linea di difesa a oltranza.

Alla vigilia della battaglia del Solstizio (o seconda battaglia del Piave, svoltasi dal 15 al 23 giugno 1918), l’Italia disponeva di 53 Divisioni, mentre il nemico contava su 58 Divisioni.

Il piano messo a punto dal Comando austriaco prevedeva di sferrare l’attacco su due fronti: il primo, a cavallo del Brenta, avrebbe dovuto sfondare la fronte montana, scendere in pianura e avvolgere le unità italiane schierate sul Piave; l’altro, doveva essere condotto contemporaneamente sul Piave in direzione di Treviso-Mestre. Gli ordini diramati dal Comando Supremo italiano, invece, erano quelli di assicurare l’inviolabilità del fronte montano, realizzare uno schieramento elastico lungo il Piave e mantenere una forte riserva per governare la battaglia.

Il 15 giugno, le fanterie nemiche mossero all’attacco sull’Altipiano di Asiago, sul Grappa, sul Montello e sul Piave, ma furono sostanzialmente contenute e respinte e nella notte tra il 22 e il 23, sopraffatte dall’artiglieria 3italiana.

        1. Le cause reali, remote e prossime.

La terza battaglia del Piave, o di Vittorio Veneto, iniziò il 24 ottobre e fu lo scontro che segnò la fine della guerra sul fronte italiano.

Tuttavia, la decisione di iniziare le operazioni in questo periodo fu soprattutto di natura politica. All’indomani della battaglia del Solstizio, i vertici militari si erano subito attivati per formare nuove Divisioni, avevano chiesto ulteriore materiale bellico, nonché rappresentato l’opportunità di avviare l’offensiva nella primavera successiva al termine dell’addestramento dei giovani della classe del ‘900. Diaz, per sopperire alla mancanza di complementi, aveva chiesto al Generale John Joseph Pershing, Comandante del contingente Statunitense in Europa, di poter disporre di un più elevato numero di soldati americani, ma la richiesta non venne accolta.

Infatti, mentre Diaz era convinto che l’eliminazione del più debole degli Imperi centrali avrebbe trascinato nella catastrofe anche la Germania, gli alleati attribuivano al fronte italiano solo compiti diversivi e ritenevano che il grosso delle forze doveva essere impiegato sul fronte franco-inglese.

Fra le diverse opzioni possibili, l’operazione del Piave venne scelta dal Comando Supremo Italiano essenzialmente per due motivi: primo, perché richiedeva meno tempo ed offriva maggiori possibilità di sorpresa; secondo, perchè, a sfondamento avvenuto, avrebbe consentito di conquistare Vittorio e di separare le armate austriache della pianura da quelle della montagna. Il 23 settembre, il Generale Enrico Caviglia, Comandante dell’8a Armata, molto apprezzato dal Re e negli ambienti militari, ricevette l’ordine di predisporsi per l’inizio dell’operazione.

lunedì 31 agosto 2026

BOLLETTINO N. 2 DEL 2024 Luglio Agosto 2026 1 Settembre 2026

 

INFOCESVAM

BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

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ANNO XIII, 79/80/, N. 4, Luglio - Agosto 2026, 1 Settembre 2026

XIII/4/1176- La decodificazione di questi numeri è la seguente: XIII anno di edizione, 4 il Bimestre di edizione di INFOCESVAM, 1176 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro, in funzione del supporto scientifico alla offerta formativa dei Master. Inoltre dal gennaio 2023 ha assunto anche la funzione di aggiornamento delle attività di implementazione dell’Archivio Digitale Albo d’Oro Nazionale Dei Decorati al Valor Militare Italiani e Stranieri dal 1793 ad oggi, con la pubblicazione di un ANNESSO. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento

XIII/4/1277 – L’ultimo numero dedicato allo stato di avanzamento progetti, Questo numero allo stato di visibilità dei blog geografici e storici a sostegno dell’offerta formativa ed alle Chat di divulgazione alla data del 31 agosto 2026

XIII/4/1178 – www.valoremilitare.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 8708, mese di aprile 55698, mese di maggio 20095, mese di giugno 43804, mese di luglio 53780, mese di agosto, 89061 per un totale di 571.000 dalla apertura del Blog. Visibilità: Altissima. quasi anomala.

XIII/4/1179 -– www.studentiecultori.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 1572, mese di aprile 1624, mese di maggio 1714, mese di giugno 2982, mese di luglio 8300, mese di agosto 14527 per un totale di 171.000 dalla apertura del Blog. Visibilità: Altissima

XIII/4/1180 -– www.storiamilitare.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 2048, mese di aprile 2125, mese di maggio 6601, mese di giugno 7065, mese di luglio 26428, mese di agosto 18624 per un totale di 119.000 dalla apertura del Blog.Visibilità:Altissima

XIII/4/1181 -– www.uniformologia.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 1736, mese di aprile 2142, mese di maggio 2715, mese di giugno 8273, mese di luglio, 10619, mese di agosto 8461 per un totale di 171.000 dalla apertura del Blog.Visibilità: Alta

XIII/4/1182 -– www.seniores.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 1592, mese di aprile 1396, mese di maggio 2241, mese di giugno 4072, mese di luglio 7096, mese di agosto 6267 per un totale di 100.750 dalla apertura del Blog-Visibilità: Alta

XIII/4/1183 -– www.atlantegeostrategico.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 1019, mese di aprile 1049, mese di maggio 1176, mese di giugno 1981, mese di luglio, 5430, mese di agosto 5902 per un totale di 78.300 dalla apertura del Blog. Visibilità: Alta

XIII/4/1184 -– www.atlanteeuropa.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 2022, mese di aprile 1305. mese di maggio 3760, mese di giugno 3921, mese di luglio, 10197, mese di agosto 5558 per un totale di 83.500 dalla apertura del Blog. Visibilità: Alta

XIII/4/1185 - – www.atlanteitalia.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 4, mese di aprile 504, mese di maggio 336, mese di giugno 458, mese di luglio, 967, mese di agosto 1404 per un totale di 8700 dalla apertura del Blog. Visibilità: Alta

XIII/4/1186 -– www.atlanteasia.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 1867, mese di aprile 1487, mese di maggio 1917, mese di giugno 2003, mese di luglio, 11677, mese di agosto 10520 per un totale di 90.300 dalla apertura del Blog. Visibilità: Altissima

XIII/4/1187 -– www.atlantemedioriente.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 964, mese di aprile 1350, mese di maggio 1981, mese di giugno 2015, mese di luglio 10677, mese di agosto 8161 per un totale 61.000 dalla apertura del Blog. Visibilità:

XIII/4/1188 -– www.atlanteafrica.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 1079, mese di aprile 1452, mese di maggio 1547, mese di giugno 1747, mese di luglio, 6346, mese di agosto 4955 per un totale di 65.000 dalla apertura del Blog. Visibilità: Alta

XIII/4/1189 –– www.atlanteamerica.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 1002, mese di aprile 745, mese di maggio 2056, mese di giugno 2100, mese di luglio, 3954, mese di agosto 7059 per un totale di 68.000 dalla apertura del Blog. Visibilità: Alta

XIII/4/1190 –– www.atlanteoceania.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 580, mese di aprile 898, mese di maggio 1096, mese di giugno 1210, mese di luglio, 3516, mese di agosto 2980 per un totale di 38.400 dalla apertura del Blog. Visibilità: Alta

XIII/4/1191 -– www.atlanteterrepolari.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 246, mese di aprile 248, mese di maggio 335, mese di giugno 426, mese di luglio, 2501, mese di agosto 2232 per un totale di 19.000 dalla apertura del Blog.Visibilità: Alta

XIII/4/1192 –– www.regnodelsud.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 306, mese di aprile 521, mese di maggio 1149, mese di giugno 1270, mese di luglio, 1333, mese di agosto 1613 per un totale di 79.500 dalla apertura del Blog. Visibilità: Medio Alta

XIII/4/1193 –– www.marche1944.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 525, mese di aprile 1002, mese di maggio 1892, mese di giugno 1902, mese di luglio, 5142, mese di agosto 4292 per un totale di 70.500 dalla apertura del Blog. Visibilità: Alta

XIII/4/1194 –– www. Guerra di liberazione. La storia.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 1787, mese di aprile 791, mese di maggio 1096 mese di giugno 2013, mese di luglio, 4136, mese di agosto 5053 per un totale di 52.100 dalla apertura del Blog- Visibilità: Alta

XIII/4/1195 – – www.informazionieintelligence.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 406, mese di aprile 723, mese di maggio 502, mese di giugno 703, mese di luglio, 3178, mese di agosto 2856 per un totale di 38.400 dalla apertura del Blog. Visibilità: Alta

XIII/4/1196 – www.internamentoereticolati.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 1549, mese di aprile 71213, mese di maggio 2146, mese di giugno 2614 , mese di luglio, 2714, mese di agosto 8466 per un totale di 118.000 dalla apertura del Blog. Visibilità: Alta

XIII/4/1197 – www.prigioniadiguerra.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 1257, mese di aprile 1347 , mese di maggio 2060, mese di giugno 2160, mese di luglio 6765, mese di agosto 5154, per un totale di 100.500 dalla apertura del Blog. Visibilità: Alta

XIII/4/1198 –– www.storiainlaboratorio.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 1542, mese di aprile 1503, mese di maggio 2247, mese di giugno 8856, mese di luglio, 10934, mese di agosto 8246 per un totale di 106.000 dalla apertura del Blog. Visibilità: Alta

XIII/4/1199 – Criterio di assegnazione visibilità Blog per questo torno di tempo. Bassa, da 1 a 500; Mediocre, da 501 a 999, Media, da 1000 a 1499, Medioalta, da 1500, a 1999, Alta, da 2000 a 9999, Altissima oltre 10000 accessi al mese.

XIII/4/1200 - Prossimo INFOCESVAM (settembre - ottobre 2026 ) sarà pubblicato il 1 novembre 2026. I precedenti numeri di INFOCESVAM (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM. e sui vari blog sia storici e che geografici.

(a cura di Massimo Coltrinari) info: centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org



mercoledì 19 agosto 2026

La Battaglia di Vittorio Veneto e la conclusione della I Guerra Mondiale


 

  1. PREMESSA

    1. Avvenimento oggetto di studio

Scopo del presente studio è quello di illustrare, secondo il metodo storico, la battaglia di Vittorio Veneto, l’ultima combattuta dal Regio Esercito Italiano nella Prima Guerra Mondiale. Dopo una breve introduzione in cui sono state descritte le caratteristiche generali riguardanti il territorio, la società, la storia, il potenziale economico, gli ordinamenti civili e le istituzioni militari dell’epoca, è stata illustrata la situazione generale militare, con particolare riguardo ai quadri, le forze ed i mezzi, l’ambiente, nonché i piani operativi. Infine, sono state esaminate, nei particolari tattici, le operazioni di guerra per trarne considerazioni ed ammaestramenti di valore attuale.

    1. Suoi limiti di tempo e di spazio

Le operazioni riguardanti la battaglia di Vittorio Veneto si svolsero in un arco temporale ristretto: dal 24 ottobre al 4 novembre 1918. Tuttavia, essa è stata studiata anche in relazione agli eventi bellici svoltisi precedentemente. In particolare, sono stati analizzati non solo i motivi che portarono il Regio Esercito, all’indomani della 12a battaglia dell’Isonzo (o battaglia di Caporetto), a fermarsi sulla linea di massima resistenza detta del Piave (Allegato C, pag. III), ma anche gli aspetti salienti relativi alle battaglie di Arresto (o prima guerra del Piave) e del Solstizio (o seconda guerra del Piave).

    1. Scopi e criteri dello studio

Lo scopo dello studio consiste nell’applicazione del metodo storico ad un evento reale, al fine di esaminarne i principi ispiratori e di illustrarne le fasi di svolgimento. Inoltre, esso si prefigge l’obiettivo di riesaminare gli eventi bellici alla luce dei moderni criteri di pianificazione e della dottrina attuale. Le considerazioni riepilogative provengono dall’analisi personale condotta dai componenti del Gruppo di lavoro e dalla conseguente discussione collettiva. Nell’elaborazione della tesi si è adottato il criterio di utilizzare le fonti primarie disponibili presso gli Uffici Storici delle Forze Armate e presso il Centro Alti Studi per la Difesa, nonché la bibliografia di pertinenza fornita dalla Cattedra di Storia Militare. Il ricorso a testi e documenti non segnalati dalla Cattedra, ma comunque utilizzati nella ricerca, è stato indicato in bibliografia.


venerdì 10 luglio 2026

INFOCESVAM N. 3 DEL 2026 Maggio Giugno 2026 1 Luglio 2026

 

INFOCESVAM

BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

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ANNO XIII, 77/78/, N. 3, Maggio Giugno 2026, 1 Luglio 2026

XIII/3/1151- La decodificazione di questi numeri è la seguente: XIII anno di edizione, 3 il Bimestre di edizione di INFOCESVAM, 1151 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro, in funzione del supporto scientifico alla offerta formativa dei Master. Inoltre dal gennaio 2023 ha assunto anche la funzione di aggiornamento delle attività di implementazione dell’Archivio Digitale Albo d’Oro Nazionale Dei Decorati al Valor Militare Italiani e Stranieri dal 1793 ad oggi, con la pubblicazione di un ANNESSO. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento

XII/3/1152 – Il Presente numero del Bollettino è dedicato alla situazione dei Progetti dal 2015 al 2017 e dal 2024 al 2027. Compresi quelli terminati. Di questi si danno conto degli sviluppi di divulgazione e diffusione

XII/3/1153 – Progetto 2015/1. Dizionario Minimo della Grande Guerra. Realizzati 12 volumi. 10 Serie di questa pubblicazione sono in Deposito. E’ stata fatta ampia distribuzione presso Biblioteche e Scuole a sostegno di progetti Locali

XII/3/1154 – Progetto 2016/1.Comvegno Storico “Comprendere la Grande Guerra”. Realizzato Volume. Distribuito alle Biblioteche ed alle Scuole. Residuo di volumi in Emeroteca.

XII/3/1155 - www.biblioteche.blospot.com. Aggiornato al 30 giugno 2026. Accessi mese di marzo 1082, mese di aprile 398, mese di maggio 907, mese di giugno 1002 per un totale di 33947 dalla apertura del Blog. Visibilità: medioalta

XII/3/1156 – Progetto 2016/2 Dizionario minimo della Grande Guerra. Nella Nota XII/3 1153 è stato dato il punto di situazione.

XII/3/1157 – Progetto 2016/3 Dizionario minimo della Guerra di Liberazione. La Guerra di Liberazione su 5 Fronte. Editi 7 dei 8 volumi del Dizionario. Il Volume 1, propedeutico al dizionario, è nella fase del manoscritto 4. Date le note polemiche sul questo argomento il testo è ripetutamente corretto affinchè si rispettino i dettami istituzionali dell’Istituto, ovvero apolitico, aideologico, apartitico

XII/3/1158 - www.valoremilitare.blogspot,com Aggiornato al 30 giugno 2026. Accessi mese di marzo 8708 , mese di aprile 58557, mese di maggio 20075, mese di giugno 43864 per un totale di dalla apertura del Blog di 422503 contatti. Visibilità: molto alta

XII/3/1159 – Progetto 2024/3 “Monte Marrone. La prima vittoria del Corpo Italiano di Liberazione. 31 marzo 10 aprile 1944”. Il Significato strategico presso gli Alleati: Progetto Concluso. Edizione del Volume di 140 Pagine. Segnalibro. Il volumme può essere chiesto alla Casa Editrice: www.edizioni.archeares.it

XII/3/1160 - www.storiamilitare.blospot.com. Aggiornato al 30 giugno 2026. Accessi mese di marzo 2048, mese di aprile 2125, mese di maggio 6601, mese di giugno 7065 per un totale di 166324 dalla apertura del Blog. Visibilità: alta.

XII/3/1161 – Progetto 2024/1 “ I Martiri di Fiesole del 12 agosto 1944. La Resistenza. Gli Eccidi in Toscana” e la Memoria. Edizione di 2 Volumi. Volume 1. “I Martiri di Fiesole del 12 agosto 1944. La Resistenza” alla data odierna in Bozza1. Previsione di pubblicazione luglio 2026.

XII/3/1162 - Progetto 2024/1 “ I Martiri di Fiesole del 12 agosto 1944. La Resistenza. Gli Eccidi in Toscana” e la Memoria. Edizione di 2 Volumi. Volume 2. “Gli Eccidi in Toscana e la Memoria” alla data odierna in Manoscritto 4. Previsione di pubblicazione ottobre 2026.

XII/3/1163 – Progetto 2024/2 “Le Fosse Ardeatine. L’Ordine è stato eseguito. I Decorati al Valore Militare e la Memoria”.80° Anniversario 1944 - 2024”. Alla data odierna in Manoscritto 4. Previsione di pubblicazione novembre 2026.

XII/3/1164 – Progetto 2026/1. “La Fabbrica che costruisce la storia. Analisi della produzione industriale italiana tra Ottocento e Novecento. La Difesa degli impianti industriali del nord nell’Aprile 1945.” 2 Volumi di 200 ciscuno. Editi nel giugno 2026. Edizione di un volume di 80 pagine dedicato alla difesa deggli impianti industriali del Nord. Alla data odierna nella fase di manoscritto 2.

XII/3/1165 - Progetto 2024/4 “Dal Corpo Italiano di Liberazione ai Gruppi di Combattimento. La genesi dell’Esercito Italiano nel secondo dopoguerra. Ordinamento ed Impiego” Previsione di edizione di 2 Volumi. Volume 1 Luglio settembre 1944; Volume 2 Ottobre-dicembre 1944. I volumi sono in stesura il primo come manoscritto 4 il Secondo come manoscritto 3. Previsione di edizione per fine anno.

XII/3/1166 – Progetto 2027/4 “Un Bosco per resistere. La brigata partigiana “Ciro Menotti” tra le provincie di Pordenone. Treviso. Belluno.” Edizione di un volume di 200 Pagine

XII/3/1167 -www.storiainlaboratorio.blogspot,com Aggiornato al 30 giugno 2026. Accessi mese di marzo1542, mese di aprile 1503, mese di maggio 2247, mese di giugno 8856 per un totale di 87794 dalla apertura del Blog. Visibilità: mell’ultimo mese medioalta.

XII/3/1168 – Progetto 2027/3 “Il Ruolo delle Nazioni Uniti nel mantenmento della Pace. Dalla Teoria alla Pratica. L’Esperienza UN MIK (United Nations Interim Administration in Kosovo). Edizione di un volume di 200 Pagine

XII/3/1169 – Progetto 2027/2. Partecipazioni e testimonianze nelle Missioni di Pace. Valore Militare e contributo alla Memoria. Giornata del Ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali di pace. Edizione di 5 Volumi (Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri, Guardia di Fianzan, Polizia di Stato Corpi Ausiliari e Civili). La raccolta delle testimonianze inizia il 1 luglio 2026, sulla base di precedenti ricerche e studi.

XII/3/1170 - www.uniformologia.blogspot,com Aggiornato al 30 giugno 2026. Accessi mese di marzo1736, mese di aprile 2142, mese di maggio 2715, mese di giugno 8273 per un totale di 152108 contatti dalla apertura del Blog. Visibilità: alta

XII/3/1171 – Progetto 2027/1. Gli ordinamenti dell’Esercito Italiano nel secondo dopoguerra 1946 – 1977. Edizione di 5 Volumi di circa 200 pagine ciascuno. Completa la serie già edita di precedenti progetti. Gli Ordinamenti 1919 - 1939 e gli Ordinamenti 1940 – 1946. (6 Volumi)

XII/3/1172 – Per mancanza di spazio nel prossimo Infocesvam si darà notizia dello stato di avanzamento e conclusione progetti dal 2017 al 2023.

XII/3/1173 – Progetto 2025/2 Le Forze Armate e la Guerra di Liberazione. Esecuzione. Convegno “Il Passaggio del Fronte XVII Luglio 1944. Il Ruolo del Corpo Italiano di Liberazione”, Osimo 18 luglio 2026, Municipio, Sala del Consiglio Comunale.

XII/3/1174 - Progetti 2027 per il 2028. Predisposta la nota relativa ai Progetti del 2027. Si prevede che la Richiesta del Ministero della Difesa Ganinetto del Ministro arrivi entro la metà di liglio pv.

XIII/3/1175 - Prossimo INFOCESVAM (luglio - agosto 2026 ) sarà pubblicato il 1 settembre 2026. I precedenti numeri di INFOCESVAM (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM. e sui vari blog sia storici e che geografici.

(a cura di Massimo Coltrinari)

info: centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org