sabato 20 gennaio 2024

Fermo Parco della Rimenbranza 1925


 In ogni comune d'Italia una legge dello Stato prescriveva di erigere un Monumento ai Caduti di tutte le guerre. Accanto al Monumento o in luogo appositamente destinati si doveva creare un Parco della Rimembranza in cui si dovevano piantare un albero per ogni Caduto  del Comune, oppure dedicare apposti spazi come giardini e parchi a questa esigenza, quella di ricordare i Caduti in guerra.

 Questa usanza pogi è caduta nell'oblio e in molti comuni i Parchi della Rimembranza sono scomparsi

mercoledì 10 gennaio 2024

ALBO D'ORO NAZIONALE DEI DECORATI ITALIANI STRANIERI DAL 1793 AD OGGI, ANNESSO, Anno I, N. 6 Novembre - Dicembre, 2023, 1 gennaio 2023

 

INFOCESVAM

BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

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ANNO X, 47/48 N. 6, Novembre - Dicembre 2023, 1 Gennaio 2024

ANNESSO

A: BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

Situazione bimestrale dello stato di sviluppo, approntamento e finalizzazione de:

ALBO D’ORO NAZIONALE DEI DECORATI ITALIANI E STRANIERI DAL 1793 AD OGGI

Email: albodoro@istitutonastroazzurro.org

ANNO I, N. 6, Novembre –  Dicembre 2023, 1 Gennaio 2024

 

 

 

I/6/101. La decodificazione di questi numeri è la seguente: I anno di edizione dell’annesso, 1 il mese di edizione di INFOCESVAM –ANNESSO ALBO D’ORO, 01, il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi, riferita ad ogni Federazione/Provincia citata o altra notizia. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione del ALBO D’ORO NAZIONALE DEI DECORATI ITALIANI E STRANIERI DAL 1793 AD OGGI”. Questo ANNESSO trova come naturale complemento la piattaforma www.cesvam.org.

I/6/102 Dal 2024 la emissione dell’Annesso  al Bollettino INFOCESVAM dedicato all’Albo d’oro nazionale dei decorati italiani e stranieri dal 1793 ad oggi avrà cadenza mensile. Pertanto al Bollettino Notizie del Centro Studi sul Valore Militare saranno allegati i rispettivi Annessi riferiti ai mesi di edizione.

1/6/103. Elenco delle fonti. 1.Albo d’Oro a Stampa disponibile, 2. Bibliografia di pertinenza, 3. Archivio di Stato Foglio matricolare o Stato di Servizio, 4.Bollettino Ufficiale dello Stato, 5. Gazzetta Ufficiale.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       

I/6/104. Provincia di Firenze.(23) L’Albo d’Oro di Firenze  a stampa (oltre 5000 Decorati) è terminato. Provveduto alla estrazione dei dati per il controllo  e ulteriore inserimenti (Export Firenze)

I/6/105. Provincia di Torino.(73) Carlo Maria Magnani ha inserito 3081 Decorati appartenenti alla Lettera dalla A alla M. per un totale di 3081. Lavoro prosegue per completamento lettere da N a Z.

I/6/106. Provincia di Iglesias (30) Albo d’Oro Sardegna. Provincia di Iglesias Alla data Odierna sono stati inseriti 254 Decorati. Acquisito il volume di E. Sau Medaglie d’Oro della Provincia di Nuoro che riporta anche la situazione statistica.

I/6/107. Procedura Correzione dati inseriti. Acquisita dal Dott Orioli la procedura per la correzione dati ineriti Costo in abbonamento. Abilitati R. Orioli e M Coltrinari. Password e User Name definiti. Applicata alla Provincia di Ancona la procedura risulta accessibile ed efficace

I/6/108 Provincia di Catania (17) Il Dott. Davide Truscello ha assunto l’onere di inserimento. Precedentemente erano stati inseriti 203 Decorati Alla data odierna sono stati inseriti 675 Decorati.

I/6/109. Utenti già indicati Sig. Coltrinari e Orioli e le Sig.re, Bottoni, Tomassini, Monteverde, Mastrantonio. Le predette persone svolgeranno attività di tutoraggio per i nuovi Utenti. Questi hanno iniziato la loro attività sono CM Magnani, G Baldelli, M. Vignola, A, Biasiolo, O Biribicchi, F. Lombardelli, R Olevano. M Montagnani, G. Madeddu, A. Trogu, L Marsibilio, M.L. Suprani, C. Ciocca, F. Atanasio, A. Vido, S. Pirolozzi, N. Paganelli, A. Mattioli, D. Truscello, R. Meloni, S Bodini. Nel periodo considerato sono stati iscritti i seguenti: Mario Brutti, Sauro Marsili, Anconetani Claudio, Monica Apostoli, Bosio Paola, Claudio Fiori, Stefano Mangiavacchi, Manuel Vignola, Davide Corona

I/6/110. Provincia  di Pesaro-Urbino.(52) Albo d’Oro Marche.  Testo base “Decorati al Valor Militare della Provincia di Pesaro Urbino. Edizione 1984. Inserimento a partire da marzo 2023. Utente Dott. Roberto Olevano. L’inserimento è stato completato. Inseriti  456 Decorati

I/6/111. Provincia di Salerno.(66) Albo d’Oro della Campania.  Studio ed analisi dei decorati di questa provincia. Esiste un Annuario. Sarà incaricato per l’inserimento il Dott. Sergio Pirolozzi. Da ottobre l’inserimento è demandato a Coltrinari o altri per attività di lavoro di Pirolozzi. Alla data odierna inseriti 248 Decorati

I/6/112. Provincia di Imperia.(31) Albo d’Oro Liguria. Utente Dott. Manuel Vignola, Fonte ulteriore II Volume Decorati della Provincia di Imperia. Alla data odierna inseriti 344 Decorati

I/6/113.  Provincia di Terni (72). Albo d’Oro dell’Umbria. Da utente G. R Baldelli. inseriti 260 Decorati. Nel mese di maggio 2023 passato incarico al Sig Quintili Roberto. Decorati inseriti 987

I/6/114. Esposizione grafica dell’Albo Nazionale dei Decorati. Il Dott. Orioli predisporrà nel mese di Gennaio un quadro di presentazione in cui si avranno una arera di accesso libera per la conoscenza anagrafica del decorato ed un area di accesso riservata, in cui saranno disponibili tutti i dati concernenti le Decorazioni

1/6/115 Nel periodo di gennaio- dicembre 2023 gli inserimenti sono stati: Tomasini (2846), Mastrantonio (1309), Monteverde (2103) Coltrinari (322), Bottoni (2291). Coltrinari (222) Decorati Collettivi. .

I/6/116. Provincia di Forlì(25). Albo d’Oro Emilia Romagna Utente la Dott.ssa Maria Luisa Suprani Quezioli. Alla data odierna sono stati inseriti 508 Decorati. Attivata la procedura Export-Forlì.

1/6/117.Il Dott Roberto Orioli ha fornito la procedura export, utile per estrarre i dati per provincia. E’ stata applicati per le provincia di Biella, Firenze, Pesaro-Urbino, Ancona, Forlì

1/6/118 Provincia di Ancona.(2) Albo d’oro delle Marche Utente Dott. Massimo Coltrinari. Sono stati inseriti 784. Trovata una ulteriore fronte. G Santini “Valore Marchigiano” Incompleta nella pubblicazione ma completa nel Fondo Santini della Biblioteca “Benincasa “ di Ancona. Progetto di consultazione appena disponibile (febbraio 2024) Fonti Ulteriori. Albo d’Oro di Jesi. Albo d’oro dei Decorati di Senigallia.

1/6/119 Provincia di Pisa(55). Albo d’Oro della Toscana. Utente il Sig. Alessio Matteini. Dal mese di Gennaio 2024. inizierà inserimento dati per questa provincia.

1/6/120 Provincia di Pordenone.(57) Albo d’Oro del Veneto. Utente Dott.ssa Monica Apostoli. Base ’Albo d’Oro della Provincia esistente presso la Federazione di Pordenone. Alla data odierna inseriti 444 Decorati

1/6/121 Provincia di Macerata.(38) Albo d’Oro delle Marche. Utente Mario Brutti Base: l’Albo d’Oro dei decorati della provincia di Macerata. Predisposto dal Sig. Borroni Barbera di Potenza Picena  Alla data odierna sono stati inseriti 40 Decorati.

1/6/121 Provincia di Catania(17). Albo d’Oro della Sicilia Utente Dott Davide Truscello, Inseriti alla data odierna 675 Decorati

1/6/122. Provincia di Cremona(21). Albo d’Oro della Lombardia. Utente la Dott.ssa Paola Bosio Inizio inserimenti gennaio 2024

1/6/123 – Provincia di Perugia (51) Albo d’Oro dell’Umbria. Il Sig. Quintili ha contattato Il Sig. Sauro Marsili. Marsili ha inserito nel data base oltre 200 decorati della Provincia di Perugia

1/6/124 Alla data del 1 novembre 2023 gli inserimenti totali sono stati 14.483, alla data del 1 dicembre 2023 16168, alla data del 1 gennaio 2024 sono 18180

I/6/125 - – Prossimo INFOCESVAM – ANNESSO PER ALBO D’ORO sarà pubblicato il 1 marzo 2024. I precedenti numeri di Infocesvam (dal gennaio 2023) ANNESSO  sono,  pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM e sui blog: www.associazionismomilitare e su www.valoremilitare.org.

(redattore: massimo coltrinari)

 

domenica 31 dicembre 2023

Giorgio Madeddu Materiali per la storia della prigionia austriaca in Italia

 

Il campo di concentramento dell’Asinara in 10 scatti inediti

 

Sono stati recentemente rinvenuti 10 negativi stero su vetrino fotografico di scatti realizzati nel campo di prigionia dell’Asinara in Sardegna, relativi al periodo 1916 – 1917. Il campo dell’Isola dell’Asinara ha accolto decine di migliaia di prigionieri di guerra austro ungarici ed è rimasto attivo dall’ottobre 1915 a tutto il 1919.

Il campo di prigionia dell’Asinara è stato uno dei più grandi d’Italia ed è noto in particolare per avere ospitato, dal dicembre 1915 al luglio 1916, i prigionieri di guerra austro ungarici provenienti da Valona, reduci dalla tristemente nota “marcia della morte nei Balcani”, arrivarono sull’isola affetti da molteplici malattie, tra le quali il colera che provocò la morte di circa 8.000 uomini su 24.000 arrivati all’Asinara. A seguito del trasferimento in Francia del gruppo prigionieri provenienti da Valona, il campo ospitava i prigionieri austro ungarici catturati dall’Esercito Italiano nelle fronti di combattimento della Grande Guerra, trasformandosi, al contempo, come centro amministrativo per la gestione delle migliaia di prigionieri di guerra inviati nei paesi della Sardegna impiegati nei diversi lavori a sostegno dell’economia isolana e nazionale.

 



Asinara particolare tende da campo

Le fotografie hanno immortalato scene di vita quotidiana e paesaggi, ben visibili le realizzazioni di monumenti oggi ormai andati perduti.

 



Asinara vista degli STRETTI

 

Le immagini inedite verranno pubblicate nel compendio iconografico del volume di prossima pubblicazione “La Prigionia nella Grande Guerra”, Volume VI°, La prigionia austriaca in Italia, Coltrinari M., Madeddu G., Carta A., facente parte della collana “Il Libri del Nastro Azzurro”.

Per concludere si rendono pubblici ringraziamenti al Perito Minerario Gabriele Vargiu di Iglesias, appassionato di fotografia, che ha riprodotto dai vetrini delle stupende fotografie.

 

 

martedì 10 ottobre 2023

Giorgio Madeddu Prima Guerra Mondiale. Luoghi della Prigionia

 

Progetto per la valorizzazione dell’area della cappella austroungarica sull’isola dell’Asinara, comune di Porto Torres (SS) regione Sardegna.

 

Inquadramento storico

Dall’agosto 1915 e sino ai primi mesi del 1919, l’isola dell’Asinara fu uno dei maggiori campi di prigionia della Prima Guerra Mondiale, in particolare dalla seconda metà del mese di dicembre 1915 e sino a luglio 1916 l’isola fu teatro dell’arrivo e gestione dei prigionieri di guerra austroungarici provenienti da Valona reduci della così detta “Marcia della Morte nei Balcani”.

Sull’isola furono prontamente dei campi che assunsero il carattere di aree sanitarie in quanto a causa delle disastrose condizioni fisiche dei prigionieri, tra di essi, già a Valona, apparvero i primi casi di colera.

Su circa 23.000 prigionieri austroungarici, nonostante gli enormi sforzi compiuti dall’esercito italiano per debellare l’epidemia e restituire vigore ai corpi debilitati dei prigionieri, circa 8.000 perirono sull’Isola.

Già nel gennaio 1916 si pose l’esigenza di un luogo di culto e, non appena le condizioni sanitarie lo consentirono, in zona “Cala Reale” fu realizzata la “cappella”.

Nella Relazione del campo di prigionieri colerosi all'Isola dell'Asinara nel 1915 – 1916[1], pagina 407, capitolo “Le cappelle di Cala Reale e della Zona Stretti” troviamo la puntuale descrizione delle attività che portarono alla realizzazione dell’edificio di culto.

“La cappella sta di fronte al mare: tutto intorno un giardino inglese a viali e ripiani erbosi, ornati di fiori e di fichi d’india. Un viale centrale cosparso di piccola ghiaia, porta nella piazzetta della cappella. Ove il viale termina e la piazza si allarga, sorgono su piedistalli, le statue di S. Efisio e di S. Gavino, martiri guerrieri cristiani, patroni della Sardegna. Piedistalli e statue sono in cemento, opere del prigioniero di guerra György Nemess artista ungherese, lo stesso che realizzò la scultura in cemento, colui che aveva già eseguito altre opere simili come “il lungo viaggio” una composizione statuaria per il campo di prigionia di Campo Perdu.”

La descrizione prosegue con l’enunciazione della struttura architettonica, degli affreschi e decori sia interni che esterni.

Il 17 maggio 1916 monsignor Cleto Cassani, Vescovo di Sassari, inaugurava la cappella celebrandovi la prima Messa e impartiva, ai prigionieri, la benedizione Apostolica indirizzata loro dal Papa. La cerimonia si svolse con una imponente processione, il clero locale, il vescovo con mitria e pastorale, i militari italiani e i prigionieri autroungarici parteciparono al sacro rito della benedizione dell’altare.

Le due enormi statue antistanti la cappella di Cala Reale, dedicate ai Santi Gavino ed Efisio, furono realizzate in cemento e limitate quantità di ferro dall’artista ungherese Nemess.

La cappella è stata recentemente restaurata e si conserva in buono stato, mentre per le statue, il tempo e l’incuria ne hanno provocato la distruzione. Oggi rimangono solo i basamenti e le scritte dei nominativi dei Santi.

Obiettivo

Il progetto si propone di introdurre una funzione didattico - divulgativa sui temi della memoria storica nel contesto dell’educazione ambientale all’interno di un parco nazionale mediante l'utilizzo di strumenti di informatici divulgativi. L’aumento del valore evocativo viene dato enfatizzando gli effetti del tempo sul sito tramite l’apposizione di un moderno totem georeferenziato privo di impatto ambientale.

Il totem, posizionato all’esterno dovrà fornire informazioni di natura storica e ambientale, dare avvisi di carattere meteorologico, notizie utili e modelli comportamentali da seguire nonché informazioni sulla viabilità e gli altri siti di carattere storico relativi alla presenza sull’isola dei prigionieri di guerra austroungarici con una mappa interattiva consultabile anche in rete con apposita applicazione.

Il totem dovrà fornire informazioni anche a persone con deficit visivo o uditivo o comunque diversamente abili.

Totem e applicazioni mobili georeferenziate consentono una fruizione innovativa del patrimonio storico, culturale, artistico e naturalistico.

Esecuzione lavori

I lavori, idoneamente appaltati, potranno generare inizialmente piccolo indotto economico e saranno comunque di volano per la fruizione dell’eredità storica della prigionia di guerra sull’Asinara.

Parteners coinvolti

Comune di Porto Torres, Provincia di Sassari, Parco Nazionale dell’Asinara, Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Sassari e Nuoro, Servizio tutela del paesaggio Sardegna settentrionale nord-est della Regione autonoma della Sardegna.



[1] FERRARI GIUSEPPE CARMINE, Relazione del campo di prigionieri colerosi all'Isola dell'Asinara nel 1915 – 1916, Provveditorato Generale dello Stato. Roma 1929

mercoledì 30 agosto 2023

Il Fatto e la sua storicizzazione

 



Ten. cpl. Sergio Benedetto Sabetta

 

            L’enorme potenza insita nell’informatica sia come raccolta che conservazione ed elaborazione dell’informazione porta, non solo a problemi di privacy, ma anche alla storicizzazione del fatto, una volta la memoria raccoglieva e disperdeva in pochi passaggi generazionali il fatto che diventava mito, racconto, oggi persiste nel tempo nel dilatarsi all’infinito del presente, nasce la necessità del connettere il singolo evento al contesto superando la sua parcellizzazione e manipolazione.

            All’origine vi era la necessità di trarre il fatto dal mito, dal racconto orale, per calarlo nella quotidianità, in quelle che sono le dinamiche culturali, sociali, politiche  ed economiche, i “documenti” certi su cui lavorare erano esclusivamente cartacei, epigrafici o su altri materiali, i reperti e frammenti architettonici.

            Nella “teoria sociale” gli eventi e le strutture poste in relazione tra loro hanno suggerito a Braudel di considerare gli eventi stessi come insignificanti e influenzati dalle sole strutture, una semplificazione contestata da La Roy Ladurie per il quale deve essere di volta in volta valutato il contesto dove l’evento si trasforma, riflettendo le strutture, in un catalizzatore o “matrice”, che per Wachtel e Sahlins in presenza di crisi e cambiamenti in atto acquista la funzione di acceleratore, velocizzando il cambiamento.

            Lo spazio per il singolo risulta per Braudel estremamente limitato, vi è quindi una difficoltà per i piccoli gruppi ed anche per gli stessi governanti  di arrestare il cambiamento, il quale può solo essere influenzato e pilotato, al riguardo si è fatto riferimento ai diversi risultati che la Grande Guerra ebbe sugli Stati che vi parteciparono ( Marwick , Cocka ), le dinamiche risultano tuttavia più sottili di quello che appare, si creano circostanze nelle quali individui e gruppi attraverso una serie di eventi influiscono sulla “riproduzione culturale”.

Interviene il problema dell’educazione che connette gli eventi al cambiamento strutturale secondo la “Teoria della generazione” sostenuta da Karl Manheim, l’evento rientra in una “storia collettiva” ( Lamprecht) che accoglie in sé l’ampia base di un agire collettivo dove psicologia, tecnologia e scienza, geografia culturale ed economica, filosofia e teologia si fondono (Hintze).

            Si crea quindi la necessità di una riflessione sui concetti di crescita economica, sviluppo economico e progresso economico in termini storici: termini di crescita e sviluppo sono visti di per sé come “positivi” ed identificati con il concetto di “progresso” , tuttavia mentre nei primi vi è alla base una valutazione numerica quale semplice misurazione di un incremento, che per la crescita si risolve nel volume totale di beni e servizi prodotti (PIL), per lo sviluppo vi è inoltre la valutazione del cambiamento organizzativo della struttura economica che ha accompagnato la crescita.

            Nel termine progresso si aggiunge una valutazione etica che pervade la numerazione e la simbologia adottata, i numeri vanno interpretati secondo un giudizio che si rifà al concetto di benessere o di disagio, l’utilità da materiale è calata sull’individuo viene immersa nell’uomo, nella sua capacità di crescita spirituale e di una relazionalità con l’altro positiva, i tre termini quindi si compenetrano ma non possono identificarsi, ed il concetto di “capitale umano” supera il solo insieme di conoscenze e abilità tecniche per diventare ricchezza umanistica.

            In questo si pone il problema della storicizzazione del quotidiano che le nuove tecnologie comunicative permettono, l’apporre il fatto nei diari dei social network pone un continuo ripetersi del fatto, un ricordare, sottolineare continuamente l’evento, viene meno la storicizzazione per innescare dinamiche conflittuali autoalimentate nel tempo, un tempo presente che tuttavia si sfilaccia progressivamente dalla capacità di lettura che viene dal vissuto del contesto.

sabato 19 agosto 2023

Cesare Pettorelli Lalatta: una voce inascoltata

 

Maria Luisa Suprani Querzoli



 

 

Ricordare la figura del Generale Cesare Pettorelli Lalatta[1] permette di considerarne una costante che contrassegnò la sua esperienza nella Grande Guerra e che ebbe inoltre ripercussioni sulle sorti stesse del conflitto.

Proveniente da una famiglia di ferventi patrioti[2], entrò volontario nel Regio Esercito in giovanissima età ed ebbe in seguito modo di perfezionare la conoscenza di diverse lingue presso l’Ambasciata italiana a Berlino. Allo scoppio della guerra, le abilità maturate gli permisero di ricavare elementi di rara efficacia dai prigionieri[3]. Nonostante il ruolo di sostanziale rilievo ricoperto nel Servizio Informazioni  e, soprattutto,  l’apporto potenzialmente determinante sulle sorti della guerra, la portata dei riscontri ricevuti fu pressoché nulla rispetto alla validità del suo operato.

Le anticipazioni dettagliate circa la Strafexpedition non vennero valutate dal Capo di Stato Maggiore in ragione della loro attendibilità: fra i probabili motivi, possono essere ipotizzati i dissidi gravi sorti, per il modus operandi peculiare dell’Ufficio Informazioni della I Armata (presso cui Pettorelli Lalatta era in forze), fra quest’ultimo e  alcuni alti Comandi, tra i quali compariva una delle figure più influenti del Comando Supremo, l’allora Tenente Colonnello Ugo Cavallero[4].

Pettorelli Lalatta fu protagonista di un altro  episodio, noto come Sogno di Carzano, occorso a breve distanza dalla XII Battaglia dell’Isonzo: «[n]ella notte fra il 18 e il 19 settembre 1917, a Carzano, sul fronte del Trentino, fu incredibilmente perduta una grande occasione di irrompere di sorpresa nelle linee austriache, di conquistare d’impeto Trento e di minacciare quindi alle spalle tutto lo schieramento nemico, con conseguenze importantissime e forse decisive per le sorti della guerra»[5].  L’apporto del Maggiore Pettorelli Lalatta fu determinante nella costruzione di un disegno acutissimo e ponderato nei minimi dettagli.  L’efficacia del piano  venne però completamente vanificata da lentezze burocratiche, farragini e dalla scelta di figure inadeguate al compito.

Le sue memorie circa quell’episodio, pubblicate a guerra conclusa, furono censurate dal regime fascista e le copie sequestrate del libro vennero distrutte da un bombardamento alleato durante la Seconda Guerra Mondiale[6].

Nel 1967 egli decise di ridare alle stampe la sua testimonianza:

 

[p]oi, mi sono deciso a farlo, superando ogni residua incertezza, perché mi è sembrato che sull’argomento si sia voluto stendere un falsamente pietoso velo di silenzio e perché la verità – per quanto spiacevole – va sempre detta. […] Cadorna emerge nell’episodio come il personaggio – chiave, in quanto egli, il comandante supremo, accettò con entusiasmo il piano nel suo sviluppo strategico, dimostrando di avere completa fiducia nella sua riuscita, e preparò anche, con la consueta larghezza di vedute, i mezzi necessari per l’attuazione. Però, come spesso accade, per fatalità, non solo non volle invadere nello studio dei particolari i compiti degli esecutori operativi del piano, ma non intervenne neppure, quando si era ancora in tempo, per correggere disposizioni in assoluta discordanza con le finalità e gli obiettivi meno immediati dell’azione. È, quindi, nell’interesse della storia, quella vera, che ristampo oggi il libro distrutto: perché, tolti pochi italiani, e tutti del nostro Servizio Informazioni, gli attori di quell’episodio sono da anni scomparsi e, di conseguenza, tutta la documentazione annessa vuole unicamente conservare il proprio valore storico, non di polemica spicciola.[7]

 

Il Generale Cesare Pettorelli Lalatta riposa nel cimitero di Carzano.

 

 

 



[1] Cesare Pettorelli Lalatta Finzi, Milano, 6 giugno 1884 – Roma, 29 marzo 1969.

[2] «A mia madre Agnese Finzi, mantovana e dello stesso ceppo del grande patriota Giuseppe», dedica in C. Pettorelli Lalatta, L’occasione perduta. Carzano 1917,  Milano: Mursia, 1917.

[3] A. Vento, In silenzio gioite e soffrite. Storia dei servizi segreti italiani dal Risorgimento alla Guerra Fredda, Milano: Il Saggiatore, 2010, cfr. p. 129. Pettorelli Lalatta introdusse per primo «l’attività di infiltrare i suoi fiduciari, per lo più boemi o italiani dalla perfetta conoscenza del tedesco in divisa nemica tra i prigionieri austroungarici» (ivi, p. 130). Inoltre, azioni più rischiose vennero  organizzate dietro le linee nemiche (cfr. ibidem).

[4] Ibidem.

[5] C. Pettorelli Lalatta, L’occasione perduta. Carzano 1917, cit., aletta anteriore della sovraccoperta.

[6] Ivi, Prefazione a cura dell’Autore, p. 7.

[7] Ivi, Prefazione a cura dell’Autore, p. 8.