Blog dedicato alla prima Guerra Mondiale ed alle sue conseguenza in Italia e in Europa. E' espressione del CESVAM - Istituto del Nastro Azzurro come spazio per i temi riguardanti la grande guerra e le sue conseguenze (info:centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
mercoledì 31 gennaio 2024
sabato 20 gennaio 2024
Fermo Parco della Rimenbranza 1925
In ogni comune d'Italia una legge dello Stato prescriveva di erigere un Monumento ai Caduti di tutte le guerre. Accanto al Monumento o in luogo appositamente destinati si doveva creare un Parco della Rimembranza in cui si dovevano piantare un albero per ogni Caduto del Comune, oppure dedicare apposti spazi come giardini e parchi a questa esigenza, quella di ricordare i Caduti in guerra.
Questa usanza pogi è caduta nell'oblio e in molti comuni i Parchi della Rimembranza sono scomparsi
mercoledì 10 gennaio 2024
ALBO D'ORO NAZIONALE DEI DECORATI ITALIANI STRANIERI DAL 1793 AD OGGI, ANNESSO, Anno I, N. 6 Novembre - Dicembre, 2023, 1 gennaio 2023
INFOCESVAM
BOLLETTINO
NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
__________________________________________________________________
ANNO X, 47/48 N. 6, Novembre -
Dicembre 2023, 1 Gennaio 2024
ANNESSO
A:
BOLLETTINO
NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE
Situazione
bimestrale dello stato di sviluppo, approntamento e finalizzazione de:
ALBO
D’ORO NAZIONALE DEI DECORATI ITALIANI E STRANIERI DAL 1793 AD OGGI
Email:
albodoro@istitutonastroazzurro.org
ANNO
I, N. 6, Novembre – Dicembre 2023, 1
Gennaio 2024
I/6/101. La
decodificazione di questi numeri è la seguente: I anno di edizione dell’annesso,
1 il mese di edizione di INFOCESVAM –ANNESSO ALBO D’ORO, 01, il numero della
comunicazione dal numero 1 ad oggi, riferita ad ogni Federazione/Provincia
citata o altra notizia. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di
informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione del ALBO D’ORO
NAZIONALE DEI DECORATI ITALIANI E STRANIERI DAL 1793 AD OGGI”. Questo ANNESSO
trova come naturale complemento la piattaforma www.cesvam.org.
I/6/102 Dal 2024 la
emissione dell’Annesso al Bollettino
INFOCESVAM dedicato all’Albo d’oro nazionale dei decorati italiani e stranieri
dal 1793 ad oggi avrà cadenza mensile. Pertanto al Bollettino Notizie del
Centro Studi sul Valore Militare saranno allegati i rispettivi Annessi riferiti
ai mesi di edizione.
1/6/103. Elenco delle
fonti. 1.Albo d’Oro a Stampa disponibile, 2. Bibliografia di pertinenza, 3.
Archivio di Stato Foglio matricolare o Stato di Servizio, 4.Bollettino
Ufficiale dello Stato, 5. Gazzetta Ufficiale.
I/6/104. Provincia di Firenze.(23) L’Albo d’Oro
di Firenze a stampa (oltre 5000
Decorati) è terminato. Provveduto alla estrazione dei dati per il
controllo e ulteriore inserimenti (Export
Firenze)
I/6/105. Provincia di Torino.(73) Carlo Maria Magnani ha inserito
3081 Decorati appartenenti alla Lettera dalla A alla M. per un totale di 3081.
Lavoro prosegue per completamento lettere da N a Z.
I/6/106. Provincia di Iglesias (30) Albo d’Oro Sardegna. Provincia di
Iglesias Alla data Odierna sono stati inseriti 254 Decorati. Acquisito il
volume di E. Sau Medaglie d’Oro della Provincia di Nuoro che riporta anche la
situazione statistica.
I/6/107. Procedura
Correzione dati inseriti. Acquisita dal Dott Orioli la procedura per la
correzione dati ineriti Costo in abbonamento. Abilitati R. Orioli e M
Coltrinari. Password e User Name definiti. Applicata alla Provincia di Ancona
la procedura risulta accessibile ed efficace
I/6/108 Provincia di Catania (17) Il Dott.
Davide Truscello ha assunto l’onere di inserimento. Precedentemente erano stati
inseriti 203 Decorati Alla data odierna sono stati inseriti 675 Decorati.
I/6/109. Utenti già
indicati Sig. Coltrinari e Orioli e le Sig.re, Bottoni, Tomassini, Monteverde,
Mastrantonio. Le predette persone svolgeranno attività di tutoraggio per i
nuovi Utenti. Questi hanno iniziato la loro attività sono CM Magnani, G
Baldelli, M. Vignola, A, Biasiolo, O Biribicchi, F. Lombardelli, R Olevano. M
Montagnani, G. Madeddu, A. Trogu, L Marsibilio, M.L. Suprani, C. Ciocca, F. Atanasio,
A. Vido, S. Pirolozzi, N. Paganelli, A. Mattioli, D. Truscello, R. Meloni, S
Bodini. Nel periodo considerato sono stati iscritti i seguenti: Mario Brutti,
Sauro Marsili, Anconetani Claudio, Monica Apostoli, Bosio Paola, Claudio Fiori,
Stefano Mangiavacchi, Manuel Vignola, Davide Corona
I/6/110. Provincia
di Pesaro-Urbino.(52) Albo d’Oro Marche. Testo base “Decorati al Valor Militare della
Provincia di Pesaro Urbino. Edizione 1984. Inserimento a partire da marzo 2023.
Utente Dott. Roberto Olevano. L’inserimento è stato completato. Inseriti 456 Decorati
I/6/111. Provincia di Salerno.(66) Albo d’Oro della Campania. Studio ed analisi dei decorati di questa
provincia. Esiste un Annuario. Sarà incaricato per l’inserimento il Dott.
Sergio Pirolozzi. Da ottobre l’inserimento è demandato a Coltrinari o altri per
attività di lavoro di Pirolozzi. Alla data odierna inseriti 248 Decorati
I/6/112. Provincia di Imperia.(31) Albo d’Oro
Liguria. Utente Dott. Manuel Vignola, Fonte ulteriore II Volume Decorati della
Provincia di Imperia. Alla data odierna inseriti 344 Decorati
I/6/113. Provincia
di Terni (72). Albo d’Oro dell’Umbria. Da utente G. R Baldelli. inseriti
260 Decorati. Nel mese di maggio 2023 passato incarico al Sig Quintili Roberto.
Decorati inseriti 987
I/6/114. Esposizione
grafica dell’Albo Nazionale dei Decorati. Il Dott. Orioli predisporrà nel mese
di Gennaio un quadro di presentazione in cui si avranno una arera di accesso
libera per la conoscenza anagrafica del decorato ed un area di accesso
riservata, in cui saranno disponibili tutti i dati concernenti le Decorazioni
1/6/115 Nel periodo di gennaio-
dicembre 2023 gli inserimenti sono stati: Tomasini (2846), Mastrantonio (1309),
Monteverde (2103) Coltrinari (322), Bottoni (2291). Coltrinari (222) Decorati
Collettivi. .
I/6/116. Provincia di Forlì(25). Albo d’Oro
Emilia Romagna Utente la Dott.ssa Maria Luisa Suprani Quezioli. Alla data
odierna sono stati inseriti 508 Decorati. Attivata la procedura Export-Forlì.
1/6/117.Il Dott Roberto
Orioli ha fornito la procedura export, utile per estrarre i dati per provincia.
E’ stata applicati per le provincia di Biella, Firenze, Pesaro-Urbino, Ancona,
Forlì
1/6/118 Provincia di Ancona.(2) Albo d’oro delle Marche Utente
Dott. Massimo Coltrinari. Sono stati inseriti 784. Trovata una ulteriore fronte.
G Santini “Valore Marchigiano” Incompleta nella pubblicazione ma completa nel
Fondo Santini della Biblioteca “Benincasa “ di Ancona. Progetto di
consultazione appena disponibile (febbraio 2024) Fonti Ulteriori. Albo d’Oro di
Jesi. Albo d’oro dei Decorati di Senigallia.
1/6/119 Provincia di Pisa(55). Albo d’Oro della
Toscana. Utente il Sig. Alessio Matteini. Dal mese di Gennaio 2024. inizierà
inserimento dati per questa provincia.
1/6/120 Provincia di Pordenone.(57) Albo d’Oro
del Veneto. Utente Dott.ssa Monica Apostoli. Base ’Albo d’Oro della Provincia
esistente presso la Federazione di Pordenone. Alla data odierna inseriti 444
Decorati
1/6/121 Provincia di Macerata.(38) Albo d’Oro delle Marche. Utente
Mario Brutti Base: l’Albo d’Oro dei decorati della provincia di Macerata.
Predisposto dal Sig. Borroni Barbera di Potenza Picena Alla data odierna sono stati inseriti 40
Decorati.
1/6/121 Provincia di Catania(17). Albo d’Oro
della Sicilia Utente Dott Davide Truscello, Inseriti alla data odierna 675
Decorati
1/6/122. Provincia di Cremona(21). Albo d’Oro della
Lombardia. Utente la Dott.ssa Paola Bosio Inizio inserimenti gennaio 2024
1/6/123 – Provincia di Perugia (51) Albo d’Oro
dell’Umbria. Il Sig. Quintili ha contattato Il Sig. Sauro Marsili. Marsili ha
inserito nel data base oltre 200 decorati della Provincia di Perugia
1/6/124 Alla data del 1
novembre 2023 gli inserimenti totali sono stati 14.483, alla data del 1
dicembre 2023 16168, alla data del 1 gennaio 2024 sono 18180
I/6/125 - – Prossimo
INFOCESVAM – ANNESSO PER ALBO D’ORO sarà pubblicato il 1 marzo 2024. I
precedenti numeri di Infocesvam (dal gennaio 2023) ANNESSO sono,
pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro
Azzurro/ comparto CESVAM e sui blog: www.associazionismomilitare
e su www.valoremilitare.org.
(redattore: massimo
coltrinari)
domenica 31 dicembre 2023
Giorgio Madeddu Materiali per la storia della prigionia austriaca in Italia
Il campo di concentramento
dell’Asinara in 10 scatti inediti
Sono stati recentemente rinvenuti 10 negativi stero su
vetrino fotografico di scatti realizzati nel campo di prigionia dell’Asinara in
Sardegna, relativi al periodo 1916 – 1917. Il campo dell’Isola dell’Asinara ha accolto
decine di migliaia di prigionieri di guerra austro ungarici ed è rimasto attivo
dall’ottobre 1915 a tutto il 1919.
Il campo di prigionia dell’Asinara è stato uno dei più grandi
d’Italia ed è noto in particolare per avere ospitato, dal dicembre 1915 al
luglio 1916, i prigionieri di guerra austro ungarici provenienti da Valona,
reduci dalla tristemente nota “marcia della morte nei Balcani”, arrivarono
sull’isola affetti da molteplici malattie, tra le quali il colera che provocò la
morte di circa 8.000 uomini su 24.000 arrivati all’Asinara. A seguito del
trasferimento in Francia del gruppo prigionieri provenienti da Valona, il campo
ospitava i prigionieri austro ungarici catturati dall’Esercito Italiano nelle
fronti di combattimento della Grande Guerra, trasformandosi, al contempo, come
centro amministrativo per la gestione delle migliaia di prigionieri di guerra
inviati nei paesi della Sardegna impiegati nei diversi lavori a sostegno
dell’economia isolana e nazionale.
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Asinara particolare tende da campo |
Le fotografie hanno immortalato scene di vita quotidiana e
paesaggi, ben visibili le realizzazioni di monumenti oggi ormai andati perduti.
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Asinara vista degli STRETTI |
Le immagini inedite verranno pubblicate nel compendio iconografico
del volume di prossima pubblicazione “La Prigionia nella Grande Guerra”, Volume
VI°, La prigionia austriaca in Italia, Coltrinari M., Madeddu G., Carta A.,
facente parte della collana “Il Libri del Nastro Azzurro”.
Per concludere si rendono pubblici ringraziamenti al Perito
Minerario Gabriele Vargiu di Iglesias, appassionato di fotografia, che ha
riprodotto dai vetrini delle stupende fotografie.
martedì 19 dicembre 2023
sabato 9 dicembre 2023
giovedì 30 novembre 2023
venerdì 20 ottobre 2023
martedì 10 ottobre 2023
Giorgio Madeddu Prima Guerra Mondiale. Luoghi della Prigionia
Progetto per la valorizzazione dell’area della cappella
austroungarica sull’isola dell’Asinara, comune di Porto Torres (SS) regione
Sardegna.
Inquadramento storico
Dall’agosto 1915 e sino ai primi
mesi del 1919, l’isola dell’Asinara fu uno dei maggiori campi di prigionia
della Prima Guerra Mondiale, in particolare dalla seconda metà del mese di
dicembre 1915 e sino a luglio 1916 l’isola fu teatro dell’arrivo e gestione dei
prigionieri di guerra austroungarici provenienti da Valona reduci della così
detta “Marcia della Morte nei Balcani”.
Sull’isola furono prontamente dei
campi che assunsero il carattere di aree sanitarie in quanto a causa delle
disastrose condizioni fisiche dei prigionieri, tra di essi, già a Valona,
apparvero i primi casi di colera.
Su circa 23.000 prigionieri
austroungarici, nonostante gli enormi sforzi compiuti dall’esercito italiano
per debellare l’epidemia e restituire vigore ai corpi debilitati dei
prigionieri, circa 8.000 perirono sull’Isola.
Già nel gennaio 1916 si pose
l’esigenza di un luogo di culto e, non appena le condizioni sanitarie lo
consentirono, in zona “Cala Reale” fu realizzata la “cappella”.
Nella Relazione del campo di
prigionieri colerosi all'Isola dell'Asinara nel 1915 – 1916[1],
pagina 407, capitolo “Le cappelle di Cala Reale e della Zona Stretti” troviamo
la puntuale descrizione delle attività che portarono alla realizzazione
dell’edificio di culto.
“La cappella sta di fronte al
mare: tutto intorno un giardino inglese a viali e ripiani erbosi, ornati di
fiori e di fichi d’india. Un viale centrale cosparso di piccola ghiaia, porta
nella piazzetta della cappella. Ove il viale termina e la piazza si allarga,
sorgono su piedistalli, le statue di S. Efisio e di S. Gavino, martiri guerrieri
cristiani, patroni della Sardegna. Piedistalli e statue sono in cemento, opere
del prigioniero di guerra György Nemess artista ungherese, lo stesso che
realizzò la scultura in cemento, colui che aveva già eseguito altre opere
simili come “il lungo viaggio” una composizione statuaria per il campo di
prigionia di Campo Perdu.”
La descrizione prosegue con
l’enunciazione della struttura architettonica, degli affreschi e decori sia
interni che esterni.
Il 17 maggio 1916 monsignor Cleto
Cassani, Vescovo di Sassari, inaugurava la cappella celebrandovi la prima Messa
e impartiva, ai prigionieri, la benedizione Apostolica indirizzata loro dal
Papa. La cerimonia si svolse con una imponente processione, il clero locale, il
vescovo con mitria e pastorale, i militari italiani e i prigionieri
autroungarici parteciparono al sacro rito della benedizione dell’altare.
Le due enormi statue antistanti
la cappella di Cala Reale, dedicate ai Santi Gavino ed Efisio, furono
realizzate in cemento e limitate quantità di ferro dall’artista ungherese Nemess.
La cappella è stata recentemente
restaurata e si conserva in buono stato, mentre per le statue, il tempo e
l’incuria ne hanno provocato la distruzione. Oggi rimangono solo i basamenti e
le scritte dei nominativi dei Santi.
Obiettivo
Il progetto si propone di introdurre
una funzione didattico - divulgativa sui temi della memoria storica nel
contesto dell’educazione ambientale all’interno di un parco nazionale mediante
l'utilizzo di strumenti di informatici divulgativi. L’aumento del valore
evocativo viene dato enfatizzando gli effetti del tempo sul sito tramite
l’apposizione di un moderno totem georeferenziato privo di impatto ambientale.
Il totem, posizionato all’esterno
dovrà fornire informazioni di natura storica e ambientale, dare avvisi di
carattere meteorologico, notizie utili e modelli comportamentali da seguire
nonché informazioni sulla viabilità e gli altri siti di carattere storico
relativi alla presenza sull’isola dei prigionieri di guerra austroungarici con
una mappa interattiva consultabile anche in rete con apposita applicazione.
Il totem dovrà fornire informazioni anche a persone con
deficit visivo o uditivo o comunque diversamente abili.
Totem e applicazioni mobili georeferenziate consentono una
fruizione innovativa del patrimonio storico, culturale, artistico e
naturalistico.
Esecuzione lavori
I lavori, idoneamente appaltati, potranno generare inizialmente
piccolo indotto economico e saranno comunque di volano per la fruizione
dell’eredità storica della prigionia di guerra sull’Asinara.
Parteners coinvolti
Comune di Porto Torres, Provincia di Sassari, Parco
Nazionale dell’Asinara, Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per
le province di Sassari e Nuoro, Servizio tutela del paesaggio Sardegna
settentrionale nord-est della Regione autonoma della Sardegna.
[1] FERRARI
GIUSEPPE CARMINE, Relazione del campo di prigionieri colerosi all'Isola
dell'Asinara nel 1915 – 1916, Provveditorato Generale dello Stato. Roma 1929
venerdì 29 settembre 2023
martedì 19 settembre 2023
sabato 9 settembre 2023
mercoledì 30 agosto 2023
Il Fatto e la sua storicizzazione
Ten. cpl. Sergio
Benedetto Sabetta
L’enorme potenza insita nell’informatica sia come raccolta che
conservazione ed elaborazione dell’informazione porta, non solo a problemi di
privacy, ma anche alla storicizzazione del fatto, una volta la memoria
raccoglieva e disperdeva in pochi passaggi generazionali il fatto che diventava
mito, racconto, oggi persiste nel tempo nel dilatarsi all’infinito del
presente, nasce la necessità del connettere il singolo evento al contesto superando
la sua parcellizzazione e manipolazione.
All’origine
vi era la necessità di trarre il fatto dal mito, dal racconto orale, per
calarlo nella quotidianità, in quelle che sono le dinamiche culturali, sociali,
politiche ed economiche, i “documenti”
certi su cui lavorare erano esclusivamente cartacei, epigrafici o su altri
materiali, i reperti e frammenti architettonici.
Nella “teoria sociale” gli eventi e le
strutture poste in relazione tra loro hanno suggerito a Braudel di considerare gli eventi stessi come insignificanti e
influenzati dalle sole strutture, una semplificazione contestata da La Roy Ladurie per il quale deve essere
di volta in volta valutato il contesto dove l’evento si trasforma, riflettendo
le strutture, in un catalizzatore o “matrice”, che per Wachtel e Sahlins in presenza di crisi e cambiamenti in atto
acquista la funzione di acceleratore, velocizzando il cambiamento.
Lo spazio
per il singolo risulta per Braudel estremamente
limitato, vi è quindi una difficoltà per i piccoli gruppi ed anche per gli
stessi governanti di arrestare il cambiamento, il quale può solo
essere influenzato e pilotato, al riguardo si è fatto riferimento ai diversi
risultati che la Grande Guerra ebbe sugli Stati che vi parteciparono ( Marwick , Cocka ), le dinamiche
risultano tuttavia più sottili di quello che appare, si creano circostanze
nelle quali individui e gruppi attraverso una serie di eventi influiscono sulla
“riproduzione culturale”.
Interviene il problema
dell’educazione che connette gli eventi al cambiamento strutturale secondo la “Teoria della generazione” sostenuta da Karl Manheim, l’evento rientra in una “storia collettiva” ( Lamprecht) che
accoglie in sé l’ampia base di un agire collettivo dove psicologia, tecnologia
e scienza, geografia culturale ed economica, filosofia e teologia si fondono (Hintze).
Si crea
quindi la necessità di una riflessione sui concetti di crescita economica, sviluppo economico e progresso economico in
termini storici: termini di crescita e
sviluppo sono visti di per sé come “positivi” ed identificati con il
concetto di “progresso” , tuttavia mentre nei primi vi è alla base una
valutazione numerica quale semplice misurazione di un incremento, che per la
crescita si risolve nel volume totale di beni e servizi prodotti (PIL), per lo
sviluppo vi è inoltre la valutazione del cambiamento organizzativo della
struttura economica che ha accompagnato la crescita.
Nel termine progresso si aggiunge una valutazione
etica che pervade la numerazione e la simbologia adottata, i numeri vanno
interpretati secondo un giudizio che si rifà al concetto di benessere o di
disagio, l’utilità da materiale è calata sull’individuo viene immersa
nell’uomo, nella sua capacità di crescita spirituale e di una relazionalità con
l’altro positiva, i tre termini quindi si compenetrano ma non possono
identificarsi, ed il concetto di “capitale umano” supera il solo insieme di
conoscenze e abilità tecniche per diventare ricchezza
umanistica.
In questo si
pone il problema della storicizzazione del quotidiano che le nuove tecnologie
comunicative permettono, l’apporre il fatto nei diari dei social network pone
un continuo ripetersi del fatto, un ricordare, sottolineare continuamente
l’evento, viene meno la storicizzazione per innescare dinamiche conflittuali
autoalimentate nel tempo, un tempo presente che tuttavia si sfilaccia
progressivamente dalla capacità di lettura che viene dal vissuto del contesto.
sabato 19 agosto 2023
Cesare Pettorelli Lalatta: una voce inascoltata
Maria Luisa Suprani Querzoli
Ricordare la figura del Generale Cesare Pettorelli
Lalatta[1]
permette di considerarne una costante che contrassegnò la sua esperienza nella
Grande Guerra e che ebbe inoltre ripercussioni sulle sorti stesse del
conflitto.
Proveniente da una famiglia di ferventi
patrioti[2],
entrò volontario nel Regio Esercito in giovanissima età ed ebbe in seguito modo
di perfezionare la conoscenza di diverse lingue presso l’Ambasciata italiana a
Berlino. Allo scoppio della guerra, le abilità maturate gli permisero di
ricavare elementi di rara efficacia dai prigionieri[3].
Nonostante il ruolo di sostanziale rilievo ricoperto nel Servizio Informazioni e, soprattutto, l’apporto potenzialmente determinante sulle sorti
della guerra, la portata dei riscontri ricevuti fu pressoché nulla rispetto
alla validità del suo operato.
Le anticipazioni
dettagliate circa la Strafexpedition non vennero valutate dal
Capo di Stato Maggiore in ragione della loro attendibilità: fra i probabili motivi,
possono essere ipotizzati i dissidi gravi sorti, per il modus operandi peculiare dell’Ufficio Informazioni della I Armata (presso
cui Pettorelli Lalatta era in forze), fra quest’ultimo e alcuni alti Comandi, tra i quali compariva una
delle figure più influenti del Comando Supremo, l’allora Tenente Colonnello Ugo
Cavallero[4].
Pettorelli Lalatta fu protagonista di un
altro episodio, noto come Sogno di Carzano, occorso a breve distanza dalla XII Battaglia
dell’Isonzo: «[n]ella notte fra il 18 e il 19 settembre
1917, a Carzano, sul fronte del Trentino, fu incredibilmente perduta una grande
occasione di irrompere di sorpresa nelle linee austriache, di conquistare
d’impeto Trento e di minacciare quindi alle spalle tutto lo schieramento
nemico, con conseguenze importantissime e forse decisive per le sorti della
guerra»[5]. L’apporto del Maggiore Pettorelli Lalatta fu
determinante nella costruzione di un disegno acutissimo e ponderato nei minimi
dettagli. L’efficacia del piano venne però completamente vanificata da
lentezze burocratiche, farragini e dalla scelta di figure inadeguate al compito.
Le sue memorie circa quell’episodio, pubblicate a guerra conclusa,
furono censurate dal regime fascista e le copie sequestrate del libro vennero
distrutte da un bombardamento alleato durante la Seconda Guerra Mondiale[6].
Nel 1967 egli decise di ridare alle stampe la sua testimonianza:
[p]oi, mi
sono deciso a farlo, superando ogni residua incertezza, perché mi è sembrato
che sull’argomento si sia voluto stendere un falsamente pietoso velo di
silenzio e perché la verità – per quanto spiacevole – va sempre detta. […]
Cadorna emerge nell’episodio come il personaggio – chiave, in quanto egli, il
comandante supremo, accettò con entusiasmo il piano nel suo sviluppo
strategico, dimostrando di avere completa fiducia nella sua riuscita, e preparò
anche, con la consueta larghezza di vedute, i mezzi necessari per l’attuazione.
Però, come spesso accade, per fatalità, non solo non volle invadere nello
studio dei particolari i compiti degli esecutori operativi del piano, ma non
intervenne neppure, quando si era ancora in tempo, per correggere disposizioni
in assoluta discordanza con le finalità e gli obiettivi meno immediati
dell’azione. È, quindi, nell’interesse della storia, quella vera, che ristampo
oggi il libro distrutto: perché, tolti pochi italiani, e tutti del nostro
Servizio Informazioni, gli attori di quell’episodio sono da anni scomparsi e,
di conseguenza, tutta la documentazione annessa vuole unicamente conservare il
proprio valore storico, non di polemica spicciola.[7]
Il
Generale Cesare Pettorelli Lalatta riposa nel cimitero di Carzano.
[1] Cesare
Pettorelli Lalatta Finzi, Milano, 6 giugno 1884 – Roma, 29 marzo 1969.
[2]
«A
mia madre Agnese Finzi, mantovana e dello stesso ceppo del grande patriota
Giuseppe», dedica in C. Pettorelli Lalatta, L’occasione perduta. Carzano 1917,
Milano: Mursia, 1917.
[3]
A. Vento, In silenzio gioite e soffrite.
Storia dei servizi segreti italiani dal Risorgimento alla Guerra Fredda,
Milano: Il Saggiatore, 2010, cfr. p. 129. Pettorelli Lalatta introdusse per
primo «l’attività
di infiltrare i suoi fiduciari, per lo più boemi o italiani dalla perfetta
conoscenza del tedesco in divisa nemica tra i prigionieri austroungarici» (ivi,
p. 130). Inoltre, azioni più rischiose vennero
organizzate dietro le linee nemiche (cfr. ibidem).
[4]
Ibidem.
[5]
C. Pettorelli Lalatta, L’occasione
perduta. Carzano 1917, cit., aletta anteriore della sovraccoperta.
[6] Ivi, Prefazione
a cura dell’Autore, p. 7.
[7] Ivi, Prefazione
a cura dell’Autore, p. 8.














































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