- STATI UNITI
Gli Stati Uniti entrarono in guerra il 6 aprile 1917 con un apparato aereo e logistico pari praticamente a zero, con la notevole eccezione della fondazione del National Advisory Committee for Aeonautics (NACA) nel marzo 1915. Nonostante la scarsa organizzazione, i piloti USA fecero il loro ingresso nella guerra aerea partecipando, insieme con esperti piloti volontari della Royal Air Force, alla Squadriglia Lafayette. Da tale unità essi si distaccarono il 18 febbraio 1918, dando luogo alla formazione del 103rd Pursuit Squadron.
Nel giugno dello stesso anno giunse sul fronte europeo il 96th Bombardment Squadron, montato su Breguet XIV. Il 14 settembre successivo, immediatamente dopo l'inizio della battaglia di Saint Mihiel, questa unità fu inserita nell'ambito del First Day Bombardment Group, insieme all'11th e al 20th Bombardment Squadron, montati entrambi su de Havilland DH.4. La battaglia di Saint-Mihiel fu la prima vera dimostrazione delle potenzialità del potere aereo sul campo di battaglia, e vide assurgere a protagonista della nuova filosofia il colonnello Billy Mitchell. Nominato Chief of Air Service, First Army, Mitchell concepì un elaborato piano di battaglia, nel quale coinvolse non meno di 1.481 aerei di provenienza non solo statunitense, ma anche inglese, francese ed italiana. Il piano, che prevedeva l'assalto in contemporanea da parte di circa 500 aerei contro le truppe nemiche, vide gli alleati volare un totale di 2.469 sortite, durante le quali furono impegnati 135 combattimenti aerei ottenendo 52 vittorie ma, registrando la perdita 40 Caduti e 16 prigionieri.
Gran parte dello sforzo bellico effettuato dall'aviazione statunitense fu mirato a fornire supporto tattico alle forze di terra. Tuttavia, fu effettuato un tentativo per dotare i reparti degli aerei da bombardamento migliori dell'epoca, i Caproni italiani e l'Handley Page O/400 inglese. Il 16 agosto 1917 fu stilato un grandioso piano di produzione, che prevedeva la costruzione negli USA di 9.000 bombardieri Caproni (versioni Ca.45 e Ca.46). Tale numero, evidentemente sproporzionato rispetto alle reali capacità statunitensi, fu probabilmente dettato sulla base dell'entusiasmo generato dalla notizia che un primo gruppo di 70 piloti statunitensi, tra cui il deputato del Congresso degli Stati Uniti d'America e futuro per tre volte sindaco di New York, il maggiore dell’American Expeditionary Forces Fiorello La Guardia, era stato ammesso al volo nella 5a Squadriglia italiana, dopo aver superato il corso presso la scuola di volo di Foggia. Il piano era tuttavia destinato a fallire, soprattutto per la difficoltà di conversione di tutte le misure dal sistema metrico decimale a quello anglosassone impiegato negli USA e alla malcelata contrarietà dello stesso Gianni Caproni, preoccupato dall’enormità del numero di licenze di costruzione programmate dagli americani. La Fisher Body Company, che era stata incaricata della costruzione su licenza, riuscì infatti a consegnare solo 5 aerei, che entrarono in servizio il 16 gennaio 1919, a guerra ormai finita, e vi rimasero per circa due anni.
Se il tentativo di dotarsi dei famosi bombardieri italiani fu un fallimento, anche quello di costruire gli Handley-Page O/400 non conobbe un successo degno di nota. Originariamente, un totale di 500 aerei avrebbero dovuto essere costruiti, attraverso un processo che prevedeva la realizzazione delle parti negli Stati Uniti, e l'assemblaggio in Inghilterra. Solo 7 aerei, ed un numero consistente di parti non assemblate, furono in effetti realizzati.
(Antonio Daniele)
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