giovedì 19 marzo 2026

La Grande Guerra Le Aeronautiche La Germania

 

- GERMANIA



La Luftstreitkräfte, nota prima dell'ottobre 1916 come Fliegertruppen des deutschen Kaiserreiches (in italiano Truppe aeree dell'Impero tedesco), fu la componente aerea dell’esercito dell’Impero tedesco, per tutta la durata della prima guerra mondiale.

Le origini del servizio aereo militare dell'Impero tedesco risalgono al 1884, quando l’Esercito prussiano iniziò ad utilizzare i palloni aerostatici per missioni di osservazione aerea con compiti di ricognizione e direzione del tiro di artiglieria. I successi ottenuti convinsero i vertici militari dell'esercito a costituire nel 1887 una compagnia di aerostieri.

Nel 1896 vennero introdotti aerostati del tipo Parseval-Sigsfeld, palloni frenati oblunghi dotati di camere separate, la più piccola delle quali aveva anche funzione di stabilizzatore dell’orientamento, dalla capacità complessiva di 600 gonfiati a gas. Questi costituirono un passo evolutivo nella specialità rispetto ai "Draken", così com'erano definiti i palloni sferici, in quanto erano strutturati in modo da risultare più stabili rispetto alle variazioni del vento agevolando i compiti degli equipaggi che potevano così contare su una piattaforma di osservazione stabilmente orientata.

I risultati sempre più incoraggianti convinsero le autorità militari a trasformare, nel 1901, quel reparto sperimentale nel Luftschifferbataillon Nr.1 (primo battaglione dirigibilisti) equipaggiato con i dirigibili, istituendo inoltre un apposito corso per la formazione del personale, presso il campo di aviazione di Doberitz.

Nel 1906 venne istituita una nuova compagnia sperimentale, la Versuchskompanie für Motorluftschiffahrt, posta al comando del maggiore Hans Gross.

Il 1º maggio 1910 inaugurò la nuova era dell'aeronautica militare prussiana introducendo il nuovo mezzo "più pesante dell'aria": l’aeroplano. Di conseguenza venne istituita una nuova scuola di volo, posta sotto la responsabilità dell’Hauptmann de le Roi, dove i tenenti Mackentun, Förster e Friedrich von Thuna compirono i primi voli prima di diventare essi stessi istruttori. Tutta questa attività addestrativa evidenziò i suoi frutti al Prinz-Heinrich-Fluge, competizione aeronautica riservata a velivoli militari.

Nel 1912 venne istituita la Königlich-Preussische Fliegertruppe (Reale arma aerea prussiana), che riuniva il personale militare aeronautico in servizio negli eserciti dei Regni di Sassonia, del Wurttemberg, di Baviera e della Prussia, ed infine, allo scoppio delle ostilità, con la sezione aeronautica della Marina Militare dell'Impero tedesco, istituita solo nel 1913.

Il 1º ottobre 1913 vennero istituiti l'Ispettorato delle truppe aeronautiche e l’Ispettorato delle truppe aeree su nave, tutte poste rispettivamente sotto il controllo del Ispettorato Generale delle forze aeree che, a questo punto, in seguito al rafforzamento delle forze armate, contavano quattro battaglioni aerei composti da dodici compagnie distribuite su undici campi di volo.

Allo scoppio della prima guerra mondiale la forza aerea dell'Impero tedesco era composta da 5 battaglioni aerei, 33 compagnie, equipaggiate rispettivamente con sei aerei, e 7 ½ plotoni aerei autonomi, equipaggiati con quattro velivoli, più 5 Battaglioni di addestramento che provvedevano all'addestramento di tutto il personale militare destinato ai reparti di volo e 8 Etappenflugzeugparks, i quali avevano il compito di provvedere alla fornitura di nuovi apparecchi. Per esigenze belliche tutti i velivoli civili, di proprietà di privati o ad uso commerciale, vennero confiscati.

All'inizio del conflitto l'esercito poteva contare su un organico di 254 piloti e 271 osservatori già disponibili ed un parco velivoli composto approssimativamente da 270 biplani e 180 monoplani. I velivoli effettivamente utilizzabili in operazioni militari erano 295. Il reparto aereo della Marina imperiale disponeva di 217 uomini e 32 tra velivoli basati a terra ed idrovolanti (4 a scafo centrale), compresi i quelli destinati all'addestramento, tuttavia risultavano effettivamente utilizzabili 12 idrovolanti e un solo aereo terrestre.

Anche le forze aeree tedesche iniziarono la loro attività dalla ricognizione e dalla collaborazione con l’artiglieria, salvo sviluppare molto rapidamente la specialità caccia per contrastare le medesime attività svolte sul fronte occidentale dalle aviazioni francese e inglese.

La supremazia tecnica francese, indiscussa allo scoppio delle ostilità, venne rapidamente eguagliata già nel 1015 e superata per tutti gli anni seguenti. Soprattutto nella specialità caccia i velivoli tedeschi avevano prestazioni sempre superiori a quelli inglesi e solo in alcuni casi erano pari a quelli francesi più avanzati (SPAD XIII e Hanriot ND.1).

Dal punto di vista tattico, furono i piloti tedeschi ad introdurre per primi l’impiego dei caccia in attacchi condotti da formazioni numerose e compatte spostando nel cielo i principi militari della concentrazione dello sforzo e dell’attacco in massa.

Gli “assi” della caccia tedeschi furono in assoluto i piloti più letali dell’intero conflitto. Non solo Von Richthofen, ma diversi altri avevano assommato un numero di abbattimenti nemici non raggiunto da nessun “asso” di nessun’altra aeronautica. Il paragone tra le 81 vittorie del Barone Rosso e le 34 di Francesco Baracca è eloquente. La spiegazione risiede non solo nella tattica dell’attacco in massa introdotto dai tedeschi, e subito imitato dai francesi e dagli inglesi, ma dall’oggettiva maggiore presenza di velivoli in uno spazio aereo non eccessivamente esteso come quello del fronte occidentale, che provocava scontri continui e permetteva sortite giornaliere molto numerose nel corso delle grandi battaglie che vi si svolsero.

La superiorità aerea tedesca rimase incontrastata fino all’intero 1916, raggiungendo il culmine nell’aprile di quell’anno (flagello dei Fokker), e permise alle truppe di terra di operare sempre con adeguata protezione dall’alto. Non si può dire altrettanto delle truppe alleate che cominciarono a beneficiare di un’adeguata copertura aerea solo dall’inizio del 1917.

La fine del 1917, in conseguenza dell’uscita dell’Impero Russo dal conflitto, vide un nuovo ribaltamento della situazione a favore della Germania la cui forza aerea mantenne una notevole vitalità fino alle ultime settimane di guerra e anzi, si permise di inviare aliquote di propri aeroplani sul fronte italo austriaco in soccorso dell’alleato asburgico a sostegno dello sfondamento di Caporetto e, a giugno 1918, a sostegno del tentativo di sfondare le linee italiane sul Piave in quella che sarà poi definita la battaglia del Solstizio. Nonostante la presenza di forti aliquote aeree tedesche sul fronte alpino, la superiorità aerea divenne stabilmente e definitivamente italiana dopo la battaglia di Istrana (26 dicembre 1917), scontro aereo al quale parteciparono prevalentemente caccia e bombardieri tedeschi e pochi velivoli austriaci.

La specialità del bombardamento, per i tedeschi era chiaramente suddivisa tra operazioni tattiche condotte a ridosso del fronte con i modelli da caccia superati e convertiti all’assalto, dalle operazioni strategiche su lunghe distanze, affidate prevalentemente ai dirigibili Zeppelin di grandi dimensioni e autonomia, con un notevole carico bellico. Tali operazioni, però, col tempo divennero sempre più rischiose data l’intrinseca vulnerabilità del dirigibile ad un attacco con pallottole incendiarie, e negli ultimi due anni di guerra, furono relegate alle sole attività notturne. Nonostante gli stati maggiori avessero ben chiara la funzione strategica del bombardamento, la Germania sviluppò solo in piccolo numero velivoli destinati a tale attività che potessero essere paragonati neppure lontanamente agli italiani Caproni, mentre utilizzò in quantità adeguate solo monomotori e piccoli bimotori dal limitato carico bellico e dall’autonomia alquanto scarsa, se paragonata anche solo alle prestazioni dei dirigibili.

Terminato il conflitto, la Forza Aerea tedesca rimase formalmente operativa anche dopo la dissoluzione dell'Impero tedesco e la costituzione della repubblica di Weimar. In seguito alle imposizioni stilate nel Trattato di Versailles del 1919, la Luftstreitkräfte venne sciolta ed i suoi velivoli ceduti a nazioni limitrofe come risarcimento, requisiti dalle nazioni vincitrici o distrutti.



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