- IMPERO TURCO-OTTOMANO
Il 2 dicembre 1909, Louis Blériot e il pilota belga barone Pierre de Caters effettuarono la prima dimostrazione di volo nell'Impero ottomano. Di fronte all'evidenza della crescente rilevanza assunta dall’aviazione, il governo ottomano dal 1911 cominciò ad inviare propri ufficiali in Francia affinché si brevettassero piloti istruttori per poter poi impiantare una scuola di volo in Turchia. Nel frattempo, a settembre 1911, il Regno d’Italia iniziava le operazioni di invasione della Tripolitania, allora Vilayet dell'Impero ottomano e a sua volta parte della Libia ottomana, ricorrendo nei successivi mesi all'arma aerea ed effettuando missioni di ricognizione e bombardamento, per la prima volta nella storia dell'aviazione militare, con dirigibili e con i primi aerei appositamente attrezzati inquadrati nel Servizio Aeronautico del Regio Esercito.
Gli ottomani avevano poche truppe dislocate in Nord Africa e furono costretti a contrastare gli italiani per lo più con una milizia araba locale (20 000 beduini a fronte di soli 8 000 soldati turchi), né furono in grado di utilizzare aerei in combattimento. Inoltre, la Gran Bretagna non permise al governo ottomano di inviare rinforzi attraverso il territorio egiziano mentre i tentativi di acquistare aerei in Francia per inviarli al fronte attraverso l’Algeria non si concretizzarono.
Nel marzo del 1912, furono acquistati in Francia un monoposto e un biposto Deperdussin, due Blériot XI-b e tre XI-2 tutti biposto, e tre esemplari del Pingouin, il simulatore del Blériot monoposto. Con questi aeroplani l’Impero ottomano poté finalmente dare il via all’addestramento dei suoi primi piloti, fondando il 3 luglio 1912 la Scuola Aerea (Tayyare Mektebi) a Yesilkoy dove, quali istruttori avrebbero operato gli ufficiali rientrati dalla Francia dopo il corso di brevetto di volo. Alla fine del 1912, le forze armate ottomane avevano un totale di 15 aeroplani, per lo più acquistati grazie a donazioni private.
L'Aeronautica militare ottomana ebbe il suo battesimo di fuoco nelle guerre balcaniche, contro il Regno del Montenegro, il Regno di Serbia, il Regno di Bulgaria e la Grecia al termine delle quali, fu avviato un processo di modernizzazione con l’acquisto di nuovi aeroplani.
Nel giugno del 1914, la Osmanli Donanmasi (Marina Militare ottomana) istituiva l'Accademia di Aviazione della Marina (Bahriye Tayyare Mektebi) a Yesilkoy.
Nell'agosto del 1914, allo scoppio della grande guerra, l'Aeronautica militare ottomana (in turco Osmanlı tayyare bölükleri) era suddivisa in due componenti, una terrestre e una navale, e disponeva di 8 velivoli destinati alle operazioni militari e 4 destinati all'addestramento nella Scuola di volo di Yesilkoy. Queste forze alquanto esigue, e tali sarebbero rimaste per tutta la durata della guerra, poste sotto il diretto controllo dell'Ufficio del Comando Supremo Militare (Başkomutanlık Vekâleti), erano inquadrate in piccoli distaccamenti nell’ambito di altre Armi o Corpi militari, responsabili dell'impiego tattico degli aeroplani, in cui prevaleva essenzialmente la ricognizione. Una logistica primitiva conservò tali unità di piccola dimensione.
Il maggiore tedesco Erich Serno, giunto in Turchia nel gennaio del 1915 con una delegazione militare di dodici persone, che furono distribuite nei distaccamenti aerei ottomani per supplire alla carenza di personale locale qualificato, convinse il comando militare ottomano ad assegnare ai piloti una divisa differente (con una mezzaluna alata e una stella sul loro berretto).
Mentre alcuni ufficiali ottomani furono inviati ad addestrarsi in Germania, nel 1915, alcuni ufficiali tedeschi, tra cui l’”asso” dell’aviazione Hans-Johachim Buddecke, giunsero nell'Impero ottomano. Altro personale ed aerei tedeschi vennero successivamente forniti. L'incremento fu tanto consistente che, alla fine del 1915, uno dei sette distaccamenti aerei era interamente tedesco, anche se i piloti e il personale indossavano uniformi ottomane. In totale il personale ottomano in questi sette distaccamenti era composto da 11 osservatori, 7 piloti militari, 3 piloti della marina e 3 piloti civili.
La più importante operazione del 1915, per i reparti aerei ottomani, fu la sorveglianza dello sbarco di Gallipoli, eseguita da due distaccamenti successivamente rafforzati. Aerei ottomani, da Gallipoli, attaccarono obiettivi navali alleati e greci e basi in tutto il nord del Mar Egeo.
Alla fine del 1915, i distaccamenti aerei ottomani erano distribuiti ai fronti di Gallipoli, Mesopotamia, Tracia occidentale, Costantinopoli e Caucaso. La flotta raggiunse la sua acme nel dicembre 1916, quando gli squadroni dell'aviazione ottomana disponevano di 90 aerei.
Buddecke, volando per gli squadroni ottomani tra la fine del 1915 e l'estate del 1916, abbatté 4 aeroplani nemici con altri 7 abbattimenti probabili ma non confermati.
Nel 1916 la forza aerea era cresciuta fino ad annoverare 81 piloti e osservatori e circa 90 aeroplani. Infine la Germania decise di trasferire 460 velivoli nell'Impero ottomano: 260 furono impiegati dalle unità ottomane e 200 rimasero affidati a personale tedesco in unità germaniche. circa 400 uomini delle forze aeree tedesche servirono in quelle ottomane.
Gli "Squadroni dell'Aviazione" furono riorganizzati nell’"Ispettorato Generale delle Forze Aeree" (Kuva-yi Havaiye Müfettiş-i Umumiliği) il 29 luglio 1918.
L'aviazione ottomana era diventata un insieme assai composito di 200 aerei, forniti e acquistati dall'Impero tedesco, dalla Francia e dall’Impero russo, e catturati al Regno Unito. Anche i modelli erano quanto di più eterogeneo: 7 tipi di Albatros, 4 tipi di Fokker, 3 tipi di bombardieri Gotha, 2 tipi di Rumpler e di Caudron, più LVG B-Typ, Halberstadt, Pfalz-Flugzeugwerke, Voisin, de Havilland, Nieuport, 1 Bristol Bullet, 1 Farman, 1 Morane-Saulnier Parasol, e 1 Grigorovich G.5, con evidenti gravi difficoltà di carattere logistico e organizzativo. E neppure si era tentata l’istituzione di un’industria aeronautica locale.
Nell'estate del 1918, la Palestine Brigade, composta da personale dei Royal Flying Corps e degli Australian Flying Corps, mise sotto pressione i distaccamenti aerei ottomani in Palestina. L'esercito ottomano, privato delle informazioni della ricognizione aerea, non fu in grado di respingere l’offensiva inglese nella battaglia di Megiddo e si trovò sotto pesante attacco aereo mentre si ritirava.
Quando, il 3 novembre 1918 il conflitto mondiale ebbe termine con l'occupazione di Istanbul, erano in atto ulteriori tentativi per riorganizzare più razionalmente gli Squadroni di volo ottomani.
Con la firma dell’Armistizio di Mudros, il 30 ottobre 1918, l'aviazione militare ottomana concluse la sua esperienza. Aveva in servizio circa 100 piloti distribuiti su 17 squadroni basati a terra e 3 squadroni di idrovolanti. Ogni Squadrone schierava 4 aerei, per un totale di 80 velivoli.
Antonio Daniele
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