martedì 28 febbraio 2023

Brigata Lario

 


 Lario, Brigata, brigata di fanteria di linea costituita nel gennaio 1917 per la guerra italo-austriaca 1915-1918, dai depositi della 41° e del 21°, coi reggimenti 233° e 234°. Schierata inizialmente nel settore Lukatic-Veliki partecipò, nei giorni dal 25 al 27 maggio 1917, alla 10a battaglia dell'Isonzo. Perdette in quell'azione 35 ufficiali e 1806 gregari. Nel luglio e nell'agosto suoi reparti ottenero importanti successi locali, con una lotta aspra che è indicata dalle perdite subite: 67 ufficiali e 1594 militari di truppa; contemporaneamente catturò quasi 2000 prigionieri. Durante l'offensiva austro-tedesca dell'ottobre, con successivi ordinati ripiegamenti e con combattimenti di retroguardia sostenuti dal 233°, si portò sul Piave, mentre il 234°, rimasto a difesa dei ponti di Cormino e di Pinzano sul Tagliamento, sostenne cruente azioni che gli cagionarono perdite molto rilevanti. Nel 1918 fu schierata prima nel settore di Condino e poi dislocata nella zona fra i laghi di Garda e di Idro. Nell'ottobre fu inviata sull'altopiano dei Sette Comuni nelle trincee del M. Lemerle, ed infine, sferrata la nostra offensiva finale, passò l’Assa e puntò su Roana, Mezzaselva ed Albaredo e per la data dell'armistizio raggiunse Pergine e Viarago. Dopo la guerra venne sciolta.
Le mostrine: rosso carminio con una striscia nera centrale nel senso verticale.

(massimo coltrinari)

lunedì 20 febbraio 2023

Brigata Lazio




Lazio, Brigata, brigata di fanteria di linea, costituita il 1° marzo 1915 per la guerra italo-austriaca 1915-1918, dai depositi del 59° e del 16° fanteria, coi reggimenti 131° e 132°. Combatté inizialmente nel settore del M. Podgora e nell'ottobre 1915 operò contro Boschini Superiore e contro il M. S. Michele occupando le “rocce rosse” e la q. 124. Nel giugno 1916 fu schierata nel settore Ronchi- Monfalcone- Cave di Selz, ove occupò la q. 70 e la quota Pelata; nell'agosto raggiunse la fronte Monte Cosich- q. 74- Doberdò e nel settembre occupò la q. 144. Nel novembre i suoi reparti si spinsero fino alla strada Oppacchiasella-Castagnevizza ed alla dolina a sud di q. 202, perdendo 21 ufficiali e 1395 militari di truppa. Al principio del 1917 fu ancora nel consueto settore carsico, ma il 15 febbraio fu inviata a Tolmezzo per assumere la difesa del settore Alto But- M. Cimone ove permase fino all'ottobre, allorché, in seguito all'offensiva austro-tedesca, ripiegò combattendo al passo della Mauria, fino oltre il Piave. Fu sciolta il 21 novembre 1917. I suoi reggimenti furono decorati con la Medaglia d'Argento al Valore con le seguenti motivazioni: Al 131°: “Con impeto veemente sanguinoso conquistò formidabili posizioni sulle pendici del San Michele è nel settore di Monfalcone; con incrollabile tenacia resistente agli accaniti e ritorni offensivi dell'avversario”. (Basso Isonzo, 1915-1916). Al 132°: “Sì affermò superbamente a Rocce Rosse, a Costone Viola del S. Michele, sul Debeli ed a q. 144 di Monfalcone, dando costantemente fulgide prove di valore e generoso tributo di sangue”.  (Basso Isonzo, 1915-1916).
Le mostrine: viola nella parte superiore ed in quella inferiore giallo.

venerdì 10 febbraio 2023

La Grande Guerra e l’attività diplomatica dell’Italia Ten. Cpl. Art. Pe. Sergio Benedetto Sabetta

 


 

 

                La verità è che l’Italia esibiva al massimo grado la fragilità del liberalismo”(255, Stone N., La grande Europa 1878-1919, Laterza 1986).

                Nel ripetersi all’inizio del secolo di una serie di crisi che sembrarono portare nel 1911 e nel 1913 al pericolo di una deflagrazione europea, Giolitti e San Giuliano strinsero ulteriormente i rapporti con le potenze della Triplice Alleanza, in reazione al persistente contrasto nell’area del Mediterraneo con la Francia, si otteneva inoltre il vantaggio di controllare le mosse dell’Impero Austro-Ungarico nell’area balcanica al fine di impedire il ripetersi dello scacco subito nella crisi bosniaca del 1908.

                Il rapporto di alleanza con l’Austria e la Germania era funzionale sul piano internazionale al contenimento nel Mediterraneo all’espansione coloniale della Francia (Tunisia) e nei Balcani, conseguentemente nell’Adriatico, il contenimento del nazionalismo slavo (Serbia) appoggiato dalla Russia, sul piano interno, dopo Porta Pia e la caduta del II Impero in Francia a seguito della sconfitta di Sedan, con la conseguente nascita di una repubblica fortemente anticlericale, della soluzione della “questione romana” con il contenimento delle forze clericali e il loro isolamento in Austria, come acutamente osservato da Andràssy.

                L’alleanza con Vienna si fondava su interessi più stretti rispetto ai legami con Berlino, in cui tra l’altro il kulturkampf poneva un ulteriore problema nei rapporti in Italia tra Chiesa e Stato, così mentre l’Italia frenava l’irredentismo che avrebbe potuto condurre nei Balcani alla dissoluzione dell’Impero e alla nascita di un forte stato slavo ai confini oltre l’Adriatico, l’Austria-Ungheria non dava spazio alle forze clericali sfruttando la questione romana che rimaneva un fatto puramente interno al nuovo Stato italiano, entrambi poi pur mantenendo buoni rapporti con la Germania non si compromettevano in una lotta contro la Francia o il Vaticano, così che se il Visconti Venosta aveva offerto dopo Porta Pia di portare la questione innanzi alle potenze in una conferenza internazionale, il conte Beust, ministro degli afferi esteri austro-ungarico, aveva fatto cadere la questione.

                Dopo il 1870 i legami con l’Austria furono particolarmente cordiali e più intensi che con Berlino, anche se nel 1872 il Principe ereditario italiano aveva partecipato alla cerimonia del Battesimo della figlia dei Principi reali tedeschi, questo sebbene vi fossero state delle tensioni a seguito delle pressioni interne degli elementi cattolici sulla Corona imperiale per la questione romana e per l’azione in Francia di Garibaldi nella recente guerra franco-prussiana, tuttavia a seguito delle possibili ripercussioni politiche derivanti dal dogma dell’infallibilità e dalla necessità di evitare ulteriori tensioni internazionali, si decise per il non intervento  (Discorso della Corona al Reichstag del 21 marzo 1871).

                La Triplice Alleanza si fondava sul reciproco impegno implicito di Vienna e di Roma di non sollevare la questione romana in cambio della rinuncia all’irredentismo, nessuna dichiarazione esplicita al fine di evitare tensioni interne, il desiderio iniziale del Bismark, di mediare tra il Vaticano e il governo italiano, per non fare apparire ai cattolici tedeschi la futura alleanza con Roma un riconoscimento della situazione di fatto, fu bloccato da Vienna che manifestò a Berlino la volontà dell’Impero di non essere coinvolto nella questione romana, essendovi il rischio di creare solo un vespaio senza che l’Italia potesse offrire qualcosa di valido al Vaticano, favorendo al contempo nell’Impero le forze centrifughe sempre presenti come ebbe a notare il Kàlnoky.

                Il problema dell’accordo con la Russia fu fatto cadere da Bismark a seguito delle posizioni sempre più panslaviste di Pietroburgo, fu così sanzionato nel Trattato il precedente accordo già implicitamente in atto del periodo Andràssy, l’accordo fu sanzionato con la visita a Roma del Principe ereditario tedesco nel 1883, d’altronde la pura neutralità proposta dal Bismark non era funzionale secondo il Mancini ad un paese privo ancora del rispetto derivante dalla gloria militare.

                La progressiva democratizzazione della politica operata dal Giolitti, che si appoggiava ai voti cattolici, fece temere la fine dello Stato liberale come acutamente osservato dal Missiroli, d’altronde il clericalismo in Francia al volgere del secolo non sembrava costituire più un problema, vi erano inoltre le pressioni dei socialisti che sembravano mettere ulteriormente in discussione il vecchio Stato uscito dal Risorgimento, sembrò alle forze moderate eredi della <Destra storica guidate da Salandra e Albertini quale unica via di uscita la partecipazione alla guerra, al fine di creare al contempo patriottismo e ordine, non restava che decidere a fianco di chi scendere in campo.

                Se nell’autunno 1914 si vennero costituire molti gruppi interventisti fu “un’associazione quanto mai riservata e segreta, comprendente Salandra, Sonnino, il re e uno o due fidati colleghi” la più efficiente (Whittam, Storia dell’esercito italiano, 284, Rizzoli 1979), la loro segretezza risiedeva non solo nel timore di rappresaglie tedesche ed austriache, ma anche dalla certezza della contrarietà degli italiani tanto cattolici, che socialisti e giolittiani all’entrata in guerra, la segretezza e l’incomprensione anche con l’esercito era tale che neanche Cadorna e lo Stato Maggiore erano al corrente degli sviluppi nell’autunno 1914, tanto che si parlava di una guerra limitata (piccola guerra) che non esaurissero le risorse del Paese già compromesse dall’impresa di Libia e non disarticolassero gli equilibri sociali (Salandra).

                Vi fu a partire dalla fine del 1914 e i primi mesi del 1915 una doppia trattativa con Vienna e con l’Intesa, la classe dirigente  italiana fu travolta da una ubriacatura retorica per gli interventisti ed una contrapposta pavidità dei neutralisti conservatori, nel silenzio del Salandra e del Giolitti, si giunse al Patto di Londra firmato il 26 marzo del 1915, esso era incentrato principalmente sulla questione adriatica con l’attribuzione all’Italia della provincia dalmata con le sue isole  (art.5), della città di Valona con l’isola Saseno (art. 6), il confine con l’Austria stabilito al Brennero e nell’oriente fino al Golfo di Fiume escluso (art. 4), il raggiungimento dei confini previsti agli artt. 4-5 e 6 conduceva automaticamente allo smembramento del residuo stato albanese a favore della Grecia, della Serbia e del Montenegro, salvo uno Stato simbolico neutralizzato con protettorato italiano, nell’assicurare ipotetici guadagni in Asia minore a spese dell’Impero ottomano (art. 9) impegnava le parti a non considerare la Santa Sede parte della futura conferenza della pace (art.15).

                Uno dei primi problemi che si sarebbero presentati era il mancato accordo con la Serbia che vedeva con sospetto la spinta verso la Dalmazia e le sue isole dell’Italia, circostanza che sembrava ridurle le prospettive sull’Adriatico, tutto il patto si fonda sulle rivendicazioni nazionali ma queste, se appaiono accettabili riguardo all’impostazione per Parigi e Londra, non lo sono altrettanto per la Russia che appoggia la Serbia quale punta avanzata del panslovismo, inoltre si dà per scontato che non vi saranno mutamenti strategici e politici durante la guerra, la diplomazia italiana resta attaccata all’impianto originario del Patto di Londra e pertanto risulta impreparata per le modifiche che le dinamiche della guerra imporranno.

                La politica adriatica che Sonnino intendeva era di sostituirne nel predominio dell’area dell’Austria, senza tuttavia integrarla con una adeguata politica danubiano-balcanica, l’effetto immediato della differenza di Belgrado fu il mancato coordinamento sul piano militare con la conseguente perdita di efficacia dell’azione militare italiana, né la diplomazia italiana si impegnò verso la Romania e la Bulgaria, inoltre vi fu una ambiguità nel dare attuazione all’art. 2 del Trattato che imponeva di perseguire la guerra in comune con la Francia, Gran Bretagna e Russia contro tutti i loro nemici, infatti venne conclusa il 21/5/1915 con la Germania una convenzione per la tutela dei reciproci interessi in questo periodo di  emergenza  e la dichiarazione di guerra dell’Impero ottomano avvenne solo il 21/8/1915, mentre la dichiarazione del 5/9/1914 con cui gli alleati anglo-franco-russi si impegnavano a non accedere a paci o armistizi separati, fu data dal governo italiano solo nel dicembre 1915 dopo laboriosi e riottosi negoziati.

                Solo dopo una serie di amari e sospettosi scambi diplomatici Salandra si rese conto della necessità di dichiarare guerra alla Germania (25/8(1916), al fine di partecipare alla sistemazione post-bellica dell’oriente ottomano, ma in realtà si viene a temere più il futuro accrescersi del potere della Francia che della Germania (San Giuliano), vi era tra gli alleati e l’Italia una differenza reciproca che si manifestava nel ritardo informativo sulle decisioni relative al Mediterraneo orientale da parte degli alleati, la diplomazia italiana si arroccava sulle clausole del Patto di Londra che prevedeva la sopravvivenza dell’Impero ottomano, nonostante che Sonnino già dall’ottobre 1916 si rendesse conto della volontà anglo-franco-russa di smembrare i territori dell’impero, il tentativo di inserirsi nei giochi attraverso un accordo diretto con la Russia ebbe un breve successo, in quanto l’accordo del dicembre 1916 fu travolto con la rivoluzione del marzo 1917 che fece cessare la Russia zarista.

                L’accordo di Saint Jean de Maurienne  del 19/4/1917 tra Italia, Inghilterra e Francia sul Mediterraneo orientale per cui l’Italia otteneva Smirne e una sfera di influenza nel suo retroterra, risultarono precari sia per la stessa ritrosia anglo-francese che per il precipitare degli eventi in Russia essendo collegati ad un futuro placet di Pietroburgo, la disfatta di Caporetto, l’uscita della Russia dalla guerra e il crescente peso dell’intervento americano lo resero del tutto superato, la necessità di un supporto alleato al fronte e di un coordinamento con gli altri fronti, l’influenza americana attraverso la sua produzione bellica ed il massiccio arrivo di uomini e mezzi, modificò le direttive politico-militari del conflitto .

                Analogo scacco la diplomazia italiana lo aveva subito in estremo oriente nel 1899, quando il governo Pelloux  aveva reclamato la base navale di San Mun a seguito della spartizione in atto tra russi, inglesi e tedeschi della Cina, i cinesi nonostante l’arrivo di tre navi da guerra italiane al largo della costa si rifiutarono di fare concessioni e gli inglesi a loro volta rifiutarono l’autorizzazione all’uso della forza, il risultato fu “un imbarazzante fisco diplomatico” (212, J. Whittam, Storia dell’esercito italiano, Rizzoli 1979).

                La vittoria sembrò aprire notevoli prospettive all’Italia e permetterle di ottenere quanto richiesto, tuttavia l’eliminazione dalla scena mondiale delle potenze centrali, con la disgregazione degli imperi austroungarico e ottomano, gli sconvolgimenti della Russia e il potere crescente americano, aveva spostato l’asse diplomatico sull’Atlantico con un rapporto Inghilterra, Francia U.S.A. riducendo le possibilità di manovra per la nostra diplomazia, d’altronde i 14 punti di Wilson fanno sì che siano superati i presupposti del Patto di Londra, riducendo ad una marginalità progressiva l’Italia, come ben si evidenzia con la II Guerra Mondiale, gli stretti rapporti tra U.S.A. e fronte francese rende evidente la nostra marginalità e la dissoluzione dell’Impero asburgico coglie la nostra diplomazia del tutto impreparata, con evidenti somiglianze circa l’attuale situazione tanto verso l’U.E. che verso il fronte sud del Mediterraneo, dove appare evidente tanto l’insufficienza dell’Italia nell’essere leader dell’area Mediterranea quanto l’attivismo francese nel volere modificare e presiedere le dinamiche nella sponda africana del bacino mediterraneo, un ulteriore elemento ben evidente è l’opportunità se non la necessità di un contrappeso all’Europa renana che non potendo risiedere, come più volte dimostrato dai recenti fatti politici e finanziari, nell’area mediterranea non resta che riproporla nell’area storica danubiana quale erede dell’Impero asburgico e cerniera tra Est ed Ovest, Nord e Sud, in cui Vienna riacquista una funzione diplomatica di coordinamento.

                Si può pertanto concludere con le parole di Melograni: “Nazionalisti, cattolici, socialisti, malandrini, giolittiani scelsero le loro linee di condotta in base alla logica della società politica.

                Ma nelle città come nelle campagne larghe masse scarsamente politicizzate rimasero sostanzialmente estranee al dibattito sull’intervento e mantennero un atteggiamento indifferente – talvolta intimamente ostile – verso la guerra ormai in atto. […]

                Si potè inoltre constatare che in molte località, soprattutto del Mezzogiorno, le agitazioni in favore dell’intervento, più che esprimere una consapevole e ben determinata volontà di prendere parte al conflitto europeo, aveva voluto rappresentare l’affermazione di una tendenza di politica interna contro un’altra tendenza di politica interna: avevano avuto il preminente scopo di impedire la caduta del governo Salandra non perché esso fosse il governo della guerra, ma perché esso si opponeva al sistema giolittiano ed era guidato da un uomo politico meridionale” (3-5, P. Me3lograno, Storia Politica della Grande Guerra 1915/1918 – Ed- Laterza, 1972).

                Le conseguenze più dirette della guerra si abbatterono sulla piccola e media borghesia, che aveva visto assottigliarsi molte sue fonti di reddito in seguito all’inflazione monetaria.

                I grandi industriali, i grandi commercianti e finanzieri si erano arricchiti con la guerra; il proletariato era riuscito a strappare salari più alti ed a tutelare i suoi interessi attraverso l’organizzazione sindacale. Viceversa, “una feroce ironia della storia” aveva fatto sì che proprio le classi medie fossero rovinate da quella guerra che in esse aveva trovato i più entusiastici sostenitori” (557, P. Melograni, Storia politica della Grande Guerra 1915/1918, Ed. Laterza, 1972).

 

( A ricordo della disfatta di Caporetto, delle centinaia di migliaia di profughi e di mia madre Rita Clementina Mattiuzzo che tra essi nacque a Paese, vicino al Piave,  il 21/3/1918).

             

              

           

domenica 29 gennaio 2023

Albo d'Oro Nazionale dei Decorati Italiani e Stranieri dal 1792 ad oggi. Prima guerra Mondiale

 

 

DOCUMENTO DI INPIANTO

 

Si indicano i campi che saranno esplicati nella GUIDA PER LA ALIMETAZIONE, LA IMPLEMENTAZIONE, LA CORREZIONE, E LA VERIFICA dell’ALBO D’ORO NAZIONALE  DEI DECORATI ITALIANI E STRANIERI DAL 1792 AD OGGI.

 

La Maschera di inserimento che si può anche definire “Cruscotto” riporta le seguenti indicazioni:

 

Home Page: Decorazioni Individuali e Decorazioni Collettive:

 

Decorato singolo:

- I Passo Inserimento: ANAGRAFICA DEL DECORATO SINGOLO

                                       Tabella Anagrafica – Anagrafica Decorato

- II  Passo Inserimento:  ASSEGNAZIONE DATI REFERENTI AL DECORATO

                                       Tabella Anagrafica  - Assegnazione Decorazione

 

Decorato Collettivo:

- I Passo Inserimento: ANAGRAFICA DEL DECORATO COLLETTIVO

                                      Tabella Anagrafica -  Anagrafica Decorato Collettivo                                 

-II Passo Inserimento: ASSEGNAZIONE DATI REFERENTE   AL DECORATO 

                                      Tabella Anagrafica Assegnazione Decorazione

 

 

Decorato Singolo;

ANAGRAFICA DEL DECORATO SINGOLO

I Campi sono 10:

Nome, Cognome, Genere (M)(F) , Militare o Civile, Nazionalità , Classe di Leva, Data di Nascita, Luogo di Nascita, Provincia di Nascita, (Regione di Nascita), Utente/Operatore.

 

ASSEGNAZIONE DATI AFFERENTI AL DECORATO

I Campi sono 10 :

Cognome e Nome, Grado Militare (o qualifica Civile), Forza Armata, (Arma/ Corpo), Specialità, Decorazione, Modalità di assegnazione Data (Ciclo di operazioni) dell’evento, Periodo storico (luogo e data di assegnazione), Motivazione, Luogo (Regione Stato) ove si è svolto il fatto , Riferimenti di legge , Fonti, Utente/Operatore

 

 L’Albo d’Oro Nazionale non riporta le Medaglie “Al Merito di Guerra”, al “Merito di Servizio”, Le Medaglie Commemorative,

Ogni altri tipo di Decorazione e di Onorificenza, sia Italiane che Straniere Uno studio particolare sarà fatto per indicare quale tipo

IL Data Base è predisposto per inserire le Medaglie al Merito dell’Esercito, Aeronautica, Marina, Carabinieri, Guardia di Finanza nelle loro varie classi, al momento escluse,

 

Decorato Collettivo

ANAGRAFICA DEL DECORATO COLLETTIVO

I Campi sono 8  :

Denominazione Decorato Collettivo, Soggetto Militare/Civile, Tipologia (Bandiera, Labaro, Stendardo, Gonfalone), Forza Armata, Arma/Corpo, Servizio/Specialità, Periodo storico (luogo e data di assegnazione della decorazione), Comune/Città,          (Submit)

 

ASSEGNAZIONE DATI AFFERENTI AL DECORATO

I Campi sono 11

Denominazione Decorato Collettivo, Decorazione, Data/Ciclo Operativo (da…a) Periodo Storico, Motivazione, Luogo ove fu svolto il fatto di valore, Riferimento di legge, Fonte, Note, Utente/operatore

 

 

I Campi sopra indicati, combinati fra loro, permetteranno di avere risposte a domande di ricerca, tutte incentrate sul Valore Militare.

 

LINK DI RIFERIMENTO E CONSULTAZIONE

 

La maschera di inserimento, detta anche “Cruscotto” riporta alcuni Link di rinvio che sono stati messi per completare il quadro di ricerca. Essi sono:

 

ARCHIVIO DIGITALE

L’Albo d’Oro Nazionale è la diretta estensione dell’ARCHIVIO DIGITALE DEI DECORATI AL VALOR MILITARE, voluto dal Presidente Zanardi (2012) e ne rappresenta la naturale evoluzione ed implementazione. L’ARCHIVIO DIVITALE per prassi deve essere sempre consultato prioritariamente quanto vi sono elementi ulteriori da ricercare.

 

CESVAM – PIATTAFORMA del Centro Studi sul Valore Militare

 

Sito ISTITUTO DEL NASTRO AZZURRO

 

Inoltre vi è una particolare voce definita che allarga la base delle indicazioni definita

 

INFORMAZIONI.

 

GUIDA ALL’INSERIMENTO. E’ stato utilizzato il blog  www.associazionismomilitare.blogspot.com, già attivo dal 2008, in cui sono state riportate le schede di tutte le provincie italiane in cui sono inseriti, a cadenza trimestrale, lo stato di avanzamento dell’inserimento dedicato alla predetta provincia. Inoltre riporta l’ANNESSO al INFOCESVAM, bollettino di informazioni del centro studi sul valore militare, bimestrale, che con il sistema twitter aggiorna lo stato avanzamento lavori nella costruzione dell’Albo d’Oro

 

QUADERNI ON LINE, espressione on line della rivista QUADERNI del Nastro Azzurro, trimestrale, che in una sua rubrica dal n. 1 del 2023, (Notizie CESVAM) riporta indicazioni e notizie sulla costruzione ed implementazione dell’Albo d’Oro. Via via QUADERNI ON LINE  ospiterà indicazioni

 

PUBBLICAZIONI è stato utilizzato il preesistente blog www.storiainlaboratorio.blogspot.com in cui saranno indicate anche tutte le fonti edite dall’Istituto del Nastro Azzurro (dal 1923 al 2023 e anni seguenti) che potrebbero essere utili per la costruzione e la implementazione dell’Albo d’Oro Nazionale e i luoghi ove tali fonti possono essere reperiti, oltre alla Emeroteca/Biblioteca dell’Istituto del Nastro Azzurro. Allo stato attuale detto blog deve essere implementato

 

Inoltre è allo studio l’ipotesi di utilizzare il blog www. Biblioteche.FondoColtrinari.blogspot.com al fine di inserire in un circuito bibliotecario già esistenze tutte le eventuali pubblicazioni reperite o da reperire che potrebbero essere utili come fonti per la creazione ed implementazione dell’albo doro nazionale in relazione alla esplicazione informatica di quello che si intende al momento come ALBO  D’ORO NAZIONALE DECORATI ITALIANI E ESTERI DAL 1792 AD OGGI – RACCOLTA DI TUTTE LE PUBBLICAZIONI CONCERNENTI I DECORATI AL VALORE MILITARE che nel linguaggio di lavro ha assunto al denominazione di ALBO D’ORO SU CARTA

 

Il progetto è incentrato sulla Decorazione (OMS/OMI – Ordine Militare di Savora/Ordine Militare d’Italia. Medaglie al Valore Militare) e sulla relativa Motivazione, con sullo sfondo il Decorato sia individuale che collettivo.

 

 Da qui discendono campi che dovranno permettere di svolgere ricerche a tutto tondo. Ovvero una Data Base a sostegno di tesi di laurea, ricerche avanzate e campagne di studio per archivi/documentazione, superando l’aspetto geografico (provincie ed aree) a sostegno dell’approccio del Valore Militare come fattore immateriale di ogni strategia.

 

Versione 30 settembre 2022 Pen Drive Orioli

giovedì 19 gennaio 2023

INFOCESVAM - BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

 

INFOCESVAM

BOLLETINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

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ANNO IX, 35/36, N. 6, Novembre – Dicembre 2022, 1 gennaio 2023

IX/6/626 La decodificazione di questi numeri è la seguente: IX anno di edizione, il mese di edizione di INFOCESVAM, 626 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento. Questo numero è principalmente  dedicato alla indicazione dei blog attivati come complemento della piattaforma www.cesvam.org

IX/6/627 – Il volume “Il Quadro di Battaglia del Regio Esercito Italiano – 10 giugno 1940 a cura di Massimo Coltrinari e Luigi Marsibilio è stato pubblicato. Progetto “Ordinamenti”. Il volume è disponibile presso la segreteria dell’Istituto.                                                                                                            

IX/6/628 Il Volume dedicato alla storia delle compagnie telegrafiste nella Prima Guerra Mondiale di Monica Apostoli è giunto alla fase del manoscritto 4. Avuto il visto del Collegio dei redattori è stato proposto alla Presidenza della Associazione Nazionale Trasmettitori per una pubblicazione congiunta. A metà gennaio 2023 riunione per le decisioni operative.

IX/6/629 Il blog www.atlantestrategico.blogspot.com riporta il quadro di insieme dei maggiori fatti geopolitici del momento attraverso carte esplicative. Utile per l’aggiornamento dei dati di situazione riguardante i maggiori problemi. Attivi i limk di riferimento per l’approfondimento dei temi proposti.

IX/6/630. Dal 15 gennaio 2023 l’Università “N Cusano” riprende appieno in presenza le sue attività sospese per via della esigenza sanitaria. Il ricevimento studenti sarà quindi anche in presenza per coloro che gravitano su Roma, fermo restanti le modalità seguite fino ad ora. Info  www.unicusano.it/master

IX/6/631 Albo d’Oro Nazionale dei Decorati al Valor Militare. Il Dott. Roberto Orioli ha predisposto il programma base per la alimetazione con l’iscrizione dei decorati; attivato il collegamento con l’Archivio Digitale in essere.

IX/6/632 Il blog www.guerradiliberazionelastoria.blogspot.com riporta dati ed indicazioni riguardante elementi di aggiornamento del Dizionario minimo della Guerra di Liberazione 1943-1945. Indicazioni in merito sono riportati in merito al Volume dedicato agli Indici ed ai Percorsi di Ricerca

IX/6/633 Il volume dedicato alla Prigionia in Africa Orientale nel secondo conflitto mondiale  a raggiunto la realizzazione del manoscritto n. 2 Una sessione di ricerca è stata svolta il 13 e il 14 dicembre sia presso l’Archivio di Stato di Roma sia presso l’Ufficio Storico dell’Esercito a Via Lepanto dal Direttore, e dal  Dott. Giovanni Riccardo Baldelli.

IX/6/634. Albo d’Oro Nazionale dei Decorati al Valor Militare. Indetta una riunione il 10 gennaio 2023 per l’attivazione delle modalità di alimetazione. Saranno Presenti il Direttore del CESVAM, il Dott. Orioli e la dott. Chiara Mastrantonio per la prima azione di tutoraggio.

IX/6/635 E’ uscito il n. 4 del 2022 Anno LXXXIII, Supplemento XXVII, Ottobre – Dicembre 2022, 27° della Rivista, di “QUADERNI” . Eventuali copie possono essere richieste alla segreteria (segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org)

IX/6/636 Il blog www.prigioniadiguerra.blogspot.com riporta gli aggiornamenti del Dizionario minimo della Grande Guerra. Inoltre indicazioni sui volumi dedicati alle “Riflessioni sulla Grande Guerra” N. 13, n.14, n.15 della Collana I Libri del Nastro Azzurro

IX/6/637 Il blog www.uniformologia.blogspot.com riporta indicazioni sul costume  militare recente; in particolare riporta le uniformi della ex URSS  e dei Paesi del Patti di Varsavia. Inoltre tavole sinottiche dei gradi e distintivi e decorazioni degli eserciti dei paesi citati. Base per eventuali tesi di laurea riguardanti la Unione Sovietica e  il suo potere militare.

IX/6/638 Glossario 1945 per il Dizionario minimo della Guerra di Liberazione 1943 -1945. Alla data del 31 ha raggiunto e oltrepassato i 1000 previsti. Attualmente è alla revisione degli Autori. Contattata la Casa Editrice per la edizione a Stampa prevista per la metà del mese di Gennaio 2023.

IX/6/639 Il blog www.internamentoereticolati.blogspot.com riporta gli aggiornamenti sulla ricerca dedicata l’Internamento in Germania dal 1943 al 1945. Documenti per sostenere la tesi del III Fronte della Guerra di Liberazione. Sono state lette indicazioni che gli internati in Germania non fecero parte della Guerra di Liberazione. La prima domanda da porre a questa tesi è: alloca chi sono?.

IX/6/640 Target di Piattaforma Cesvam per Gennaio 2023. Aggiornamento Comparto “QUADERNI2 con l’inserimento di tutte le copertine della Rivista uscite fino al dicembre 2022

IX/6/641 La Rivista “QUADERNI ON LINE” ha avuto nel 2022 26036 lettori/accessi con una media di circa  2200 lettori/accessi con punto di oltre 3000 nei mesi più attivi.

IX/6/642  Il blog www.storiamilitare.blogspot.com riporta le tracce di tesi per il Master in Storia Militare Contemporanea  per la IV Edizione, Anno Accademico 2021

IX/6/643– Compendio 1945 del Dizionario minimo della Guerra di Liberazione è arrivato al manoscritto n. 5 E’ predisposta la stampa presso la Casa editrice per la fine del gennaio 2023

IX/6/644. Nel n. 6 del 2022 del Periodo dell’Istituto nella IV di Copertina sono state pubblicate le Copertine dei Volumi 13, 14,15 su “Riflessioni sulla Grande Guerra” che completano il Dizionario Minimo della Grande Guerra

IX/6/645 -  Ricerca materiali ed iconografia del Nastro Azzurro. Approntato un piano di ricerca delle Medaglie e delle Produzioni dell’Istituto al fine di acquisire documentazione per i Libri del Centenario in fase di approntamento.

IX/6/646  Il blog www.studentiecultori.blogspot.com riporta indicazioni sulle modalità didattiche della frequenta dei master. In particolare indicazioni  sullo stato di apprendimento dei testi preposti tramite test facoltativi.

IX/6/647. Il blog “Atlanteitalia.blogspot.com raccoglie le note sulla situazione italiana attraverso le carte. Attualmente dei blog geografici è il meno frequentato, forse per via del mancato aggancio ai motori di ricerca.

IX/6/648 Target di Piattaforma Cesvam per Gennaio 2023. Aggiornamento Comparto “QUADERNI ON LINE con l’inserimento di tutti Indici fino al Dicembre 2022. Attualmente sono riportati gli indici fino al n. 55 riferito al Luglio 2020.

IX/6/649.  Il blog www.atlanteuropa.blogspot.com raccoglie le note di aggiornamento delle sinossi del Master di Politica Militare Comparata in relazione agli eventi sul confine orientale europeo e le sue conseguenze, soprattutto sul piano energetico e sull’equilibrio delle forze

IX/6/650 Prossimo INFOCESVAM sarà pubblicato il 1 marzo 2023. I precedenti numeri di Infocesvam (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM.

lunedì 9 gennaio 2023

I LIbri del Nastro Azzurro. Riflessioni sulla Grande Guerra


 I Volumi  completano il Dizionario minimo della Grande Guerra. Informazioni su: www.storiainlaboratorio.blogspot.com

sabato 10 dicembre 2022

Riflessioni sulla Grande Guerra. Volume I - Presentazione


 

Presentazione

Riflettere e capire la Grande Guerra potrebbe sembrare un obiettivo troppo ambizioso, se non un pio desiderio, data la portata e la complessità di questo evento epocale che ha chiuso un’epoca, ha stabilito un nuovo ordine mondiale sostituendo un ordine che era stato deciso a Vienna un secolo prima ed ha aperto un’epoca che ancora oggi è in essere. Proprio per questa complessità, sottolineata dalla scomparsa di tre Imperi ultrasecolari, necessitano riflessioni sempre più approfondite e particolari proprio per questo collegamento alla attualità. Le generalizzazioni che sono spesso alla base delle nostre convinzioni, che si generalizzano sempre più con il passare dei decenni, sono utili per una visione di sintesi, ma non sono sufficienti per chi meglio vuole, in una contestualizzazione generazionale, comprendere le dinamiche che hanno inciso sulla realizzazione degli eventi. Oggi alcune componenti delle nuove generazioni esprimono dileggio per chi si è sacrificato, per chi ha dato la sua vita per il bene della Patria, per il superiore bene della comunità nazionale; non è che ci sia da meravigliarsi troppo per chi è stato educato all’egoismo, al “tutto mi è dovuto”, a godere dei frutti del sacrificio degli altri, a vivere con le risorse non proprie; il dato che emerge è che la schiera che chi si sacrifica per gli altri si assottiglia sempre di più. Questo è un bene; prima o poi queste nuove generazioni dovranno affrontare i reali problemi della vita, essendo soli, senza aiuto, forse, per una qualche non sperata riflessione, si accorgeranno di quanto sono stati miopi e pagheranno di persona, con una benedizione accorata nostra perché ognuno è fabbro del suo destino. L’Istituto del Nastro Azzurro non può accettare questa tendenza miope, ma che potrebbe a lungo andare essere anche salutare. Quando quell’appuntamento arriverà, allora questi nostri lavori potranno essere utili. In questa chiave presento questi tre volumi dedicati alla Grande Guerra ed ai suoi significati.

Gen. Carlo Maria Magnani,

Presidente Nazionale del Nastro Azzurro

fra Combattenti decorati al Valor Militare

 

sabato 19 novembre 2022

Giorgio Madeddu. Prigonia Austriaca in Italia. Campo di Concentramento di Monte Narba. I Parte

 

3.5.4 Monte Narba   

La miniera di Monte Narba entra nello scenario della prigionia in Italia dalle cronache del Diario del Gen. Carmine Ferrari quando rivela che, il 18 dicembre 1915, giungeva al largo dell’Asinara il piroscafo Dante Alighieri con a bordo 1.995 prigionieri di cui 635 ufficiali, fortunatamente tutti esenti da malattie contagiose. Ultimato lo sbarco degli ufficiali il giorno 21, questi furono alloggiati secondo le indicazioni del Colonnello Eldmann, ufficiale austro ungarico di grado più elevato, che suggerì la suddivisione per nazionalità.

Trascorso il peridio contumaciale, il comandante del Corpo d’Armata dispose il trasferimento di 160 ufficiali a Porto Ferraio, 150 a Cittaducale e il “maggior numero possibile” alla miniera di Monte Narba, si disponeva altresì di mantenere sull’isola tutti gli ufficiali medici e qualche ufficiale per la disciplina. Fra 30 e il 31 dicembre partirono per Monte Narba un centinaio di ufficiali.[1]

Il villaggio di Monte Narba, località di montagna a circa 700 m. S.L.M., si trova nel sud est della Sardegna, dista circa ottanta chilometri dal capoluogo regionale, amministrativamente appartenente al comune di San Vito Sardo.

Il villaggio prese corpo intorno alla miniera che sin dalla prima metà dell’Ottocento estraeva principalmente minerali di argento, piombo e zinco. Alloggi per gli operai, abitazioni per gli impiegati, edificio della amministrazione, villa della direzione, magazzini, officine, spaccio e ospedale rendevano il villaggio sostanzialmente autonomo. Il verde delle montagne circostanti ne faceva un luogo gradevole, tra l’altro, lontano dalla endemicità della malaria.

Fonti locali confermano il numero degli ufficiali prigionieri, i già noti 100 di cui il Diario del Gen. Ferraris, ma, a Monte Narba giunsero ulteriori 30 soldati specializzati[2], militari di truppa non esentati dal lavoro come invece accadeva per gli ufficiali. La loro presenza è storicamente accertata in quanto parteciparono alla realizzazione della nuova laveria, ”… l’opera fu velocemente terminata grazie all’aiuto dei militari austriaci prigionieri”. [3]

Il numero dei prigionieri di guerra presenti a Monte Narba è confermato dai documenti della Commissione Centrale per i prigionieri di guerra, al 1° gennaio 1917 a Monte Narba risultavano presenti 96 ufficiali appartenenti al gruppo proveniente da Valona e 30 uomini di truppa.[4]

Nell’archivio storico della Parrocchia di San Vito sono conservate due lettere inviate dall’allora sacerdote Don Demontis alla diocesi di Cagliari per informare sullo svolgimento delle pratiche religiose nel campo prigionieri di Monte Narba. Nella prima lettera datata 20.01.1916, Don Demontis riferisce che, in accordo con il Comando militare, si stabiliva che, da domenica 23 gennaio, si sarebbe improvvisato un altarino in un vasto locale della miniera per consentire al Capitano, Cappellano dei prigionieri, P. Gabriele Cvitanović[5] di celebrare la messa in austriaco. Don Demontis al fine di favorire la celebrazione del “santo sacrificio” assicurava di farsi carico del necessario per sostenere il sacerdote dei prigionieri ma, in considerazione della povertà della sua chiesa, chiedeva il sostegno dei “parroci cittadini” per il reperimento dei paramenti e quanto necessario per la celebrazione delle messe a Monte Narba. Il parroco di San Vito si premurava inoltre, di assicurare l’Arcivescovo di Cagliari sull’effettivo stato religioso del Cappellano dei prigionieri: Padre Gabriele Cvitanović aveva richiesto la confessione e Don Demontis trasse l’impressione di un “…contegno religiosissimo.”.

Nella seconda lettera datata 29 giugno 1916, Don Demontis comunicava al Mons. Vicario che, per espresso e ripetuto desiderio degli ufficiali austriaci, si era reso necessario modificare la giornata per la celebrazione della messa, stabilendo che questa si svolgesse tutti i mercoledì. Per mancanza di un locale idoneo le messe si svolgevano nel piazzale sotto un grosso albero di carrubo, serviva il rito un soldato austriaco sia per il suo “grave comportamento che per la correttissima pronunzia del latino…”, alla messa prendevano parte anche il comandante del campo e molti soldati italiani.

La vita degli ufficiali a Monte Narba scorreva tranquilla, tanto che, secondo testimonianze,[6] gli alloggi risultavano ben tenuti, furono realizzati giardini ben curati e persino degli orti. Nelle serate si organizzavano persino tornei di tennis. Il Sottotenete Alessandro Zechmeister riusciva addirittura ad inviare una cartolina in franchigia alla Columbia Graphophone Comp. di Milano affinché venissero spediti a Monte Narba dei dischi musicali e un catalogo recente[7].

L’esame dei registri degli atti di morte del comune di San Vito per il periodo 1915 – 1920 rivela che nel campo di Monte Narba non vi furono decessi tra i prigionieri, persino l’epidemia di influenza spagnola dell’inverno 1918, lascio indenne Monte Narba.

Un ufficiale, probabilmente un affermato pittore, decorò le pareti e le volte del fabbricato che ospitava l’amministrazione e Villa Madama, la palazzina di tre piani adibita a direzione della miniera. Per decenni i decori hanno affascinato i visitatori della miniera, oggi lo stato di abbandono del sito gli ha compromessi irreparabilmente.

Il campo di prigionia di Monte Narba ospitò anche Bogdan Devidè, militare medico “accessist ”, nato a Zagabria nel 1885. Rientrato in Croazia dopo la fine del primo conflitto mondiale, Bogdan Devidè moriva il 20 febbraio 1945 nel campo di concentramento di Mauthausen, vittima delle atrocità del nazismo[8]. Simbolicamente Bogdan Devidè rappresenta il ponte tra la prigionia di guerra del primo conflitto mondiale e la prigionia della Seconda guerra mondiale.

Il campo di Monte Narba, se pur nel contesto delle costrizioni della prigionia di guerra, ha rappresentato forse un unicum a livello nazionale, gli ufficiali prigionieri poterono dedicarsi ai loro hobby, così come i soldati italiani impiegati nella custodia dei prigionieri non ebbero modo di lamentarsi del contegno dei prigionieri loro affidati. Un clima di rispetto reciproco più volte riscontrato anche nei paesi della Sardegna dove, i distaccamenti prigionieri di guerra, operarono nei diversi lavori e di cui si dirà nel capitolo dedicato.

 

 

 

 



[1] Ferrari G.C., Relazione del campo di prigionieri colerosi all'Isola dell'Asinara nel 1915 – 1916, Provveditorato Generale dello Stato, Roma 1929

[3] Ibidem

[4] Archivio Ufficio Storico Stato Maggiore dell’Esercito (A.U.S.S.M.E.) Fondo 11 Racc. 127 cart. 6

[5] Di Padre Gabriele Cvitanovic (1877-1955) e del periodo di prigionia in Sardegna si ha notizia nel suo diario pubblicato dal nipote Karlo Jurišić sotto il titolo: Fra Gabro Cvitanović i njegov Ratni dnevnik (1914.-1918.), Spit 1984. Il frate dell’Ordine dei Minori Francescani, reduce della lunga marcia della morte nei Balcani, sbarcò sull’Asinara per poi essere inviato alla miniera di Monte Narba.

[6] Mezzolani S. e Simoncini A., La miniera d'argento di Monte Narba, Gia Editore – Cagliari, 1989

[7] Madeddu G. La Damnatio ad Metalla, Gaspari Editore – Udine 2018

[8] Mauthausen Memorial Archives - https://raumdernamen.mauthausen-memorial.org

martedì 8 novembre 2022

INFOCESVAM, ANNO IX, 33/34, N. 5, SETTEMBRE- OTTOBRE - 1 novembre 2022

 

INFOCESVAM

BOLLETINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

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ANNO IX, 33/34, N. 5, Settembre - Ottobre, 1 novembre 2022

IX/5/600 La decodificazione di questi numeri è la seguente: IX anno di edizione, il mese di edizione di INFOCESVAM, 576 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento.

IX/5/601 – Dato il Visto si stampi data 31 ottobre 2022 al volume “Il Quadro di Battaglia del Regio Esercito Italiano – 10 giugno 1940 a cura di Massimo Coltrinari e Luigi Marsibilio

IX/5/602 – Il progetto dedicato ai 40 anni dalla Missione in Libano ha raggiunto la prima fase. È stato predisposto l’Indice e articolazione del Volume. Per il CESVAM, oltre a Direttore, il responsabile esecutivo scientifico è il gen Antonio Trogu

IX/5/603 – Il Calendario Azzurro del 2023, del Centenario, sarà presentato l’8 novembre 2022 alle ore 19 al Museo dei Granatieri, Roma. Interverranno oltre al Presidente Nazionale, il Socio Mirabella. Per il CESVAM, Giancarlo Ramaccia.

IX/5/604 Il Dott. Daniel Vignola, per il Master di 1° Liv in “Storia Militare Contemporanea 1796- 1960 ha predisposto la tesi dal tema ““Gli errori del Piano Schlieffen e il peso del mancato apporto italiano”. La tesi sarà discussa nella sessione di laurea invernale (dicembre 2022)

IX/5/605. Il Presidente della Federazione di Asti Marco Montagnani ha presentato ed avviato una ricerca sulla vicenda del “Conte Rosso”. Al momento si stanno predisponendo i dettagli per la predisposizione del manoscritto n. 1

IX/5/606 Il Dott. Salvatore Domenico Vasapolli, per il Master di 1° Liv in “Terrorismo e Antiterrorismo Internazionale. Obiettivi, Piani e Mezzi” ha predisposto la tesi dal tema “Terrorismo Internazionale e Dispositivo integrato di Sicurezza: verso un’agenzia europea di Intelligence.”. La tesi sarà discussa nella sessione di laurea invernale (dicembre 2022)

IX/5/607 Glossario 1945 per il Dizionario minimo della Guerra di Liberazione 1943 -1945. Alla data del 1 novembre ha raggiunto i 824 lemmi dei 1000 previsti. Il ritardo è dovuto alla sovrapposizione con i lemmi dei glossari precedenti e per le ulteriori ricerche svolte in merito alle decorazioni degli Stati europei in tema di resistenza.

IX/5/608 Il Dott. Daniele Muzzioli, per il Master di 1° Liv in “Terrorismo ed Antiterrorismo Internazionale. Obiettivi, Piani e Mezzi” ha disposto la tesi dal tema “Dal terrorismo al conflitto ibrido: l’evoluzione militare di ISIS”. La tesi sarà discussa nella sessione di laurea invernale (dicembre 2022)

IX/5/609 La Dott.ssa Jessica Zanata, per il Master di 1° Liv. in Terrorismo ed Antiterrorismo internazionale. Obiettivi, Piani e Mezzi, ha predisposto una tesi dal tema “Narcoterrorismo in Messico”. La tesi sarà discussa nella sessione di laurea invera

IX/5/610 Il Volume dedicato alla storia delle compagnie telegrafiste nella Prima Guerra Mondiale di Monica Apostoli è giunto alla fase del manoscritto 3. Attualmente la bozza è alla attenzione del Collegio dei redattori.

IX/5/611 Il Dott. Alessandro Ciolli, per il Master di 1° Liv in “Storia Militare Contemporanea 1796- 1960 ha predisposto la tesi dal tema “La Battaglia di Adua”. La tesi sarà discussa nella sessione di laurea invernale (dicembre 2022)

IX/5/612. Albo d’Oro Nazionale dei Decorati al Valor Militare. Il Dott. Roberto Orioli partecipa allo studio di fattibilità per la predisposizione della scheda di immissione dati. I lineamenti predisposti nel mese di agosto sono stati aggiornati con l’accoglimento del campo dedicato all’Ordine Militare di Savoia, oggi Ordine Militare d’Italia.

IX/5/613 Il Dott. Gianlorenzo Capano, per il Master di 1° Liv in “Storia Militare Contemporanea 1796- 1960 ha predisposto la tesi dal tema “La Battaglia di Maida – 4 luglio 1806”. La tesi sarà discussa nella sessione di laurea invernale (dicembre 2022)

 IX/5/614 Le ricerche dedicate alla Prigionia in Africa Orientale nel secondo conflitto mondiale sono terminate ed è stato predisposto il manoscritto n. 1 del Volume Primo. Oltre al direttore, partecipa il Dott. Giovanni Riccardo Baldelli. Il Volume sarà diviso in due parti la prima dedicata alla organizzazione dell’A.O. I la seconda dedicata alle operazioni 1940-1941 in Africa Orientale.

IX/5/615 Il Dott. Stefano Ciolli, per il Master di 1° Liv in “Terrorismo e Antiterrorismo Internazionale. Obiettivi, Piani e Mezzi”, ha predisposto la tesi dal tema “Hezbollah: Movimento e Partito Islamico sciita.”. La tesi sarà discussa nella sessione di laurea invernale (dicembre 2022)

IX/5/616 – Compendio 1945 del Dizionario minimo della Guerra di Liberazione è arrivato al manoscritto n. 4. Predisposte tutte le fasi di editing, comprese le illustrazioni. Oltre al Direttore, partecipa Osvaldo Biribicchi, associato al CESVAM dal 2015.

IX/5/617 Il Dott. Giancarlo Bianco, per il Master di 1° Liv in “Storia Militare Contemporanea 1796- 1960 ha predisposto la tesi dal tema “Gettysburg”. La tesi sarà discussa nella sessione di laurea invernale (dicembre 2022)

IX/5/618 Il Cesvam in tutte le sue componenti esprime le più sincere condoglianze ad Angela e a Lui per la morte dei loro rispettivi Padri.

IX/5/619 Il Dott. Di Lorenzo, per il Master di 1° Liv in “Terrorismo e Antiterrorismo Internazionale. Obiettivi, Piani e Mezzi”, ha predisposto la tesi dal tema “Spionaggio e Contro spionaggio durante la prima guerra mondiale. Analisi e Considerazioni.”. La tesi sarà discussa nella sessione di laurea invernale (dicembre 2022)

IX/5/620. Il n. 4 Ottobre . Dicembre 2022 della Rivista QUADERNI è in Stampa. Entro il mese di novembre 2022 si predisporrà il n. 1 del 203 dedicato al Centenario della fondazione del Nastro Azzurro

IX/5/621 Il Dott. Fabio Lombardelli, per il Corso di perfezionamento e Aggiornamento Professionale in “Terrorismo e Antiterrorismo Internazionale. Obiettivi, Piani e Mezzi”, ha predisposto la tesi dal tema “L’Intelligence delle Fonti Umane per il contrasto alla minaccia terroristica a difesa della Sicurezza nazionale”. La tesi sarà discussa nella sessione di laurea invernale (dicembre 2022)

IX/5/622 Il Dott. Francesco La Greca, per il Corso di aggiornamento e perfezionamento professionale, ha preparato la tesi dal tema “La Criminalità organizzata e relazione sulla politica dell’Informazione e per la sicurezza. “La tesi sarà discussa nella sessione invernale (dicembre 2022)

IX/5/623. Il Dott. Antonio Vigliano, per il Master di 1° Liv in “Terrorismo e Antiterrorismo Internazionale. Obiettivi, Piani e Mezzi”, ha predisposto la tesi dal tema “Human Intelligence e Virtual Intelligence. Analisi e prospettive.”. La tesi sarà discussa nella sessione di laurea invernale (dicembre 2022)

IX/5/624 Il Dott. Stefano Davide Restuccia, per il Master di 1° Liv in “Politica Militare Comparata dal 1945 ad oggi. Dottrina, Strategia, Armamenti  ha predisposto la tesi dal tema “Esercito Europe. Ipotesi e Prospettive”. La tesi sarà discussa nella sessione di laurea invernale (dicembre 2022)

IX/5/625 Prossimo INFOCESVAM sarà pubblicato il 1 gennaio 2023. I precedenti numeri di Infocesvam (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM.